DDL Per una Cultura di Pace e l'Educazione alla Nonviolenza

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Appello ecumenico lanciato da 12 religiosi in favore dell’ inserimento del Diritto alla Pace e del ripudio della guerra nello statuto del Comune di Palermo e in favore di una legge siciliana per una Cultura di Pace

Pubblichiamo l’appello ecumenico lanciato da 12 religiosi in favore dell’ inserimento del Diritto alla Pace e del ripudio della guerra nello statuto del Comune di Palermo e in favore di una legge regionale per una Cultura di Pace (analogamente a tutte le altre regioni italiane che già la posseggono).

L’appello è sostegno alle proposte di modifica di statuto e di disegno di legge per l’ARS avanzate dal  MIR e dalle 17 associazioni del comitato per la Nonviolenza, la Pace e i Diritti Umani (Il comitato coinvolge le seguenti associazioni e ONG: Movimento Internazionale della Riconciliazione (MIR), Human Right Youth Organization (HRYO), Accademia Psicologia Applicata (APA),Volontariato Internazionale per lo Sviluppo (VIS), Centro Internazionale per la Promozione dell’ Educazione e dello Sviluppo (Ceipes), Apriti Cuore, Servizio Cristiano, Idea Rom Palermo, Democrazia in Movimento, Rete Lilliput Isola ,  Arcigay Palermo, Associazione teatrale Spazio Aperto,  Coop. Empedocle, Artemisia, ass. Estelas, Rivista Segno, Aleimar, Ass. Pro. Vi.(da)De.(rechos) – Regina della Pace).

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Proposta di DDL per una Cultura di Pace

DDL Legge per una Cultura di Pace in Sicilia

Raccolta leggi regionali Pace

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RELAZIONE

Promozione della cultura della Pace e della nonviolenza mediante iniziative culturali, di ricerca, di educazione, di cooperazione e di informazione che tendano a fare della Sicilia una terra di Pace.

È questo il cuore del disegno di legge che mira a dare anche alla Sicilia, analogamente ad altre Regioni d’Italia, una sua legge in favore di una cultura di Pace e dell’educazione alla nonviolenza, con l’auspicio che essa possa liberarsi dalla presenza di installazioni militari aggressive, realizzando il suo ruolo di ponte per un Mediterraneo di Pace libero da armi di distruzione di massa.

«La Regione Siciliana – in coerenza con i principi costituzionali che sanciscono il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali e in coerenza con la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, la Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo e i Patti Internazionali che regolano la promozione dei diritti umani, le libertà democratiche e la cooperazione internazionale – riconosce nella pace un diritto fondamentale delle persone e dei popoli; promuove la cultura della pace e della nonviolenza mediante iniziative culturali e di ricerca, di educazione, di cooperazione e di informazione che tendano a fare della Sicilia una terra di pace…».

È l’articolo 1 della presente legge regionale. È un testo di alta valenza giuridico-costituzionale per l’ordinamento italiano, sia perché traduce, per così dire al positivo, il generale principio del ripudio della guerra, proclamato dall’articolo 11 della Costituzione italiana, in “diritto alla pace” quale diritto fondamentale della persona e dei popoli, sia perché innova significativamente nel comportamento normativo degli enti di governo sub-nazionale dal momento che dà implicita attuazione ad un atto internazionale, in particolare a quanto proclamato dall’articolo 28 della Dichiarazione Universale: «Ogni essere umano ha diritto ad un ordine sociale e internazionale nel quale tutti i diritti e libertà enunciati nella presente Dichiarazione possono essere pienamente realizzati». Il collegamento dell’ordinamento regionale con principi e norme di quel nuovo Diritto internazionale che si radica nella Carta delle Nazioni Unite e nella Dichiarazione Universale, diventa esplicito nelle pertinenti Leggi delle numerose Regioni che si sono incamminate nel solco del binomio indissociabile pace-diritti umani: si vedano, tra le altre, la legge del Veneto legge regionale 30 marzo 1988, n. 18, quella dell’ Emilia 1 febbraio 1994, n. 4, quella dell’ Umbria del 2 agosto 1994 n. 21, quella della Campania del 7 aprile 2000 n. 12, quella della Toscana legge del 30 luglio 1997 n. 55, quella della Lombardia del 5 giugno 1989, n. 20, e quella del Piemonte del 17 agosto 1995, n. 67.

Il diritto alla pace, il diritto allo sviluppo e il diritto all’ambiente sono considerati diritti umani di terza generazione, tuttora in attesa di pieno riconoscimento giuridico sul piano internazionale, dove invece tale riconoscimento è già pienamente avvenuto per i diritti civili e politici (prima generazione) e i diritti economici, sociali e culturali (seconda generazione). La peculiarità del caso italiano sta nel fatto che proprio le Regioni hanno attuato tale riconoscimento, ponendosi così alla testa del movimento costituzionalista mondiale mirante a dare piena effettività al “nuovo” Diritto universale dei diritti umani.

Il quadro italiano in materia è ancora più ricco: a partire dal 1991, si contano a migliaia gli Statuti di Comuni e Province che vantano la “norma pace diritti umani” modellata sul prototipo regionale. È una situazione tuttora unica al mondo, dal punto di vista sia strettamente giuridico sia politico, sociale e culturale: la cultura della pace, dei diritti umani e della cooperazione è una cultura “orientata all’azione” che possiamo tradurre come “via istituzionale nonviolenta alla pace”, sta sempre più coinvolgendo la scuola, l’università, l’associazionismo, il volontariato, con benefico sviluppo della democrazia partecipativa e della cultura della legalità e della solidarietà. Quanto esemplarmente accade in Italia è un messaggio di speranza al mondo intero. Per quanto attiene alla materia dei diritti umani, gli ordinamenti giuridici ai vari livelli – nazionali, subnazionali, internazionali – devono armonizzarsi, anzi saldarsi fra loro: la dignità umana è infatti quel valore supremo, che la Dichiarazione Universale pone “a fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo”, e i diritti e doveri che ne discendono non hanno, non devono avere, confini. Lo spazio per la protezione e la promozione dei diritti umani e per la correlata costruzione della pace è dunque lo spazio-mondo. Il riconoscimento dei diritti umani, e della pace come diritto fondamentale, ha una duplice ricaduta su Regioni e Comuni: il rafforzamento della loro originaria autonomia e la loro piena legittimazione a rivendicare ed esercitare il ruolo di ‘polo territoriale basilare’ nella dinamica del principio di sussidiarietà nello spazio che è proprio dei diritti umani, cioè dal quartiere fino alle Nazioni Unite.

Il disegno di legge nasce dalla proposta, su iniziativa del MIR, di un cartello di associazioni che operano da anni nel settore della cooperazione e della nonviolenza, delle diverse forme di obiezione di coscienza, mira a favorire iniziative che dibattano tematiche su conflitti dimenticati, sulla relazione tra Pace, giustizia ed ambiente, su temi ecumenici e interconfessionali, sugli stili di vita, ed altro.

Per il conseguimento di questi obiettivi la Regione dovrebbe assumere iniziative finalizzate a favorire interventi di enti locali, organismi associativi, istituzioni culturali, gruppi di volontariato e di cooperazione internazionale presenti in Sicilia.

Il progetto di legge individua nel 2 ottobre di ogni anno (giornata internazionale della nonviolenza, proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite) la Giornata della Pace, della nonviolenza e dei diritti umani in Sicilia.

«La Regione, nello spirito del processo di Barcellona che ha portato nel 2008 alla nascita dell’Unione per il Mediterraneo, istituisce, con decreto del Presidente della Giunta regionale, uno specifico Centro di documentazione ed iniziativa sui problemi della cooperazione tra le due sponde del mare interno, specializzato sul disarmo euromediterraneo e sulla sperimentazione delle Ambasciate di Pace e dei Corpi Civili di Pace» (art.9). Il Centro è costituito quale espressione dell’associazionismo nonviolento “storico”, elaboratore originario e sperimentatore della difesa non-armata e nonviolenta, recepita come concetto e forma di difesa della Patria dalle normative nazionali.

È importante che anche la Sicilia abbia finalmente una legge che la renda terra di Pace: valore che si sostanzia attraverso la promozione dei diritti umani, la smilitarizzazione dei territori, l’attenzione ai conflitti dimenticati, l’attenzione agli ultimi, la sensibilizzazione verso stili di vita caratterizzati dalla sostenibilità sociale ed economica. Le istituzioni hanno il dovere di raccogliere questi indirizzi e riflessioni e sostenere iniziative d’informazione e di ricerca, di educazione, volte alla cooperazione nello stile della nonviolenza, che mirino a sensibilizzare le nuove generazioni con esplicito intento pedagogico e d’indirizzo.

ARTICOLO 1 (Finalità della legge)

1. La Regione Siciliana, in coerenza con i principi costituzionali che sanciscono il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, riconosce nella pace un diritto fondamentale delle persone e dei popoli e si adopera per la promozione dei diritti umani, delle libertà democratiche e della cooperazione internazionale,

2. Allo scopo di rendere concreta l’aspirazione dei cittadini siciliani a fare della Sicilia una terra di pace la presente legge promuove la cultura della pace e della nonviolenza mediante iniziative culturali e di ricerca, di educazione, di cooperazione e di informazione

3. Per il conseguimento di questi obiettivi la Regione realizza interventi diretti e favorisce interventi di enti locali, nonché di organismi associativi, istituzioni culturali, gruppi di volontariato e di cooperazione internazionale presenti sul territorio regionale.

ARTICOLO 2 (Giornate per la pace, la non violenza, i diritti umani)

1. Il 2 ottobre, proclamata Giornata internazionale della nonviolenza dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con Risoluzione A/RES/61/271 del 15 giugno 2007, è individuata come giornata per la pace, la nonviolenza, i diritti umani nella Regione Siciliana.

2. La Regione riconosce altresì la Giornata internazionale della pace che si svolge il 21 settembre e la Giornata internazionale dei diritti umani che si svolge il 10 dicembre.

3. Annualmente, con decreto del Presidente della Regione da pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale della Regione, vengono indicate le iniziative da realizzare e da promuovere per le celebrazioni relative al 2 ottobre. Il programma delle iniziative viene formulato anche sulla base delle proposte avanzate dalla Commissione permanente di cui all’art. 5 della presente legge e, comunque, previo parere positivo della stessa.

ARTICOLO 3 (Premio per la nonviolenza e per i diritti umani)

1. E’ istituito il Premio per la Pace, la Nonviolenza, i Diritti Umani, da assegnare a persone, enti, organismi associativi e cooperativi, comitati e organizzazioni, che si siano particolarmente distinti nella realizzazione di iniziative sui temi di cui alla presente legge.

2. Il premio denominato “Sicilia per la Pace” che ha una dotazione annua di 50 mila euro, viene conferito annualmente dal Presidente della Regione, anche su proposta della Commissione permanente di cui all’articolo 8 e, comunque, previo parere positivo della stessa. Il Premio viene consegnato il 2 ottobre.

3. All’onere di 150 mila euro di cui al presente articolo si fa fronte per il triennio 2014/2016 con le disponibilità del fondo globale per nuove iniziative legislative di parte corrente del bilancio della Regione. Agli oneri relativi agli anni successivi si provvede annualmente con legge di bilancio.

ARTICOLO 4 (Registro regionale delle associazioni operanti per la pace)

1. Presso la Presidenza della Regione e’ istituito il Registro regionale degli enti e delle associazioni che operano in favore della pace e della solidarietà con i Paesi in via di sviluppo, dei diritti umani, della difesa nonviolenta, del disarmo.

2. Per essere iscritti nel registro di cui al comma precedente gli enti e le associazioni che ne fanno domanda devono possedere i seguenti requisiti: a) operare senza fini di lucro; b) avere un ordinamento interno a base democratica; c) operare in ambito regionale da più di un anno; d) prevedere nel proprio statuto, fra gli scopi sociali, in modo esclusivo o prevalente le finalità di cui al comma 1 del presente articolo. La formazione del Registro ed ogni successiva modificazione viene disposta con decreto del Presidente della Regione da pubblicare sul sito web della Regione.

ARTICOLO 5 (Istituzione della Commissione permanente per la pace)

  1. E’ istituita la Commissione regionale permanente per la pace.

2. La Commissione è composta: a) dal Presidente della Regione, o da un suo delegato, che la presiede; b) da tre membri designati dal Presidente della Assemblea Regionale Siciliana scelti tra i suoi componenti. Detti componenti decadono qualora cessino dalle funzioni di deputato regionale; c) da sei rappresentanti delle associazioni comprese nel Registro di cui all’ art. 4, scelti dal Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana fra quelli indicati dalle associazioni stesse. In sede di prima applicazione della presente legge, provvedono alla designazione le associazioni che risultano iscritte entro il terzo mese dalla emanazione del decreto di formazione del Registro.

3. I componenti della Commissione permanente per la pace vengono nominati con decreto del Presidente della Regione.

4. La Commissione dura in carica cinque anni. Essa, in ogni caso, viene integralmente rinnovata ad ogni inizio di legislatura della Assemblea Regionale Siciliana. 5. La Commissione provvede ad adottare, come suo primo atto, un regolamento interno per disciplinare il suo funzionamento. Per la validità delle sedute è necessaria la presenza della maggioranza dei componenti e le deliberazioni sono valide se assunte con il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti. 6) A quanto necessario per il buon funzionamento della Commissione, ivi compresa la sala delle riunioni, provvede la Presidenza della Regione senza nuovi o ulteriori oneri per la finanza pubblica.

ARTICOLO 6 (Funzioni della Commissione permanente per la pace)

1. La Commissione permanente per la pace concorre:

a) alla formulazione del programma annuale di interventi; di cui al successivo articolo 7;

b) alla predisposizione del piano triennale ed eventualmente delle relative linee annuali di intervento per la realizzazione delle iniziative di cui al successivo articolo 7;

c) alla formulazione delle proposte di cui agli articoli 2 e 3 della presente legge.

2. La Commissione collabora con gli organismi, comitati e commissioni regionali sui temi riguardanti la Pace, la Nonviolenza, i Diritti Umani.

3. La Commissione esprime parere obbligatorio sulle iniziative di cui agli articoli 2, 3 e 7 della presente legge.

4) La Commissione esprime parere ogni qual volta ne viene richiesta e svolge funzioni di alta sorveglianza sulle attività del Centro di cui all’ articolo 9 della presente legge.

ARTICOLO 7 (Iniziative)

1. Per la conoscenza, l’approfondimento e la diffusione delle tematiche oggetto della presente legge, la Regione interviene:

A) per favorire la realizzazione di incontri, manifestazioni, convegni e seminari di informazione, formazione e studio, anche con la partecipazione di studiosi ed esperti a livello nazionale ed internazionale, anche promossi da enti, istituzioni culturali, organismi associativi e cooperativi ed organizzazioni non governative legalmente riconosciute, che svolgano attività di educazione alla pace e ai diritti umani.

B) per la promozioni di attività di indagine e di ricerca in tema di:

1) pace, non violenza, diritti fondamentali delle persone e dei popoli;

2) nuovi rapporti tra organizzazione economico – produttiva, ricerca scientifica e innovazione tecnologica nel quadro dello sviluppo di una politica di pace;

3) esperienze, ragioni e prospettive storiche del principio della nonviolenza;

4) pedagogia e didattica dirette alla produzione di programmi scolastici per la pace.

C). per la concessione di premi per tesi di laurea, di specializzazione, di dottorato di ricerca, di master, presso Università presenti nella regione sui temi della Peace Research, della Nonviolenza, dei diritti umani, della risoluzione non armata dei conflitti, dello sviluppo sostenibile, particolarmente per ricerche riferite all’ area Mediterranea ed al ruolo della Sicilia in tale area.

D) per attività di formazione professionale in favore di giovani provenienti da paesi in via di sviluppo attraverso la loro partecipazione ad attività formative dedicate all’approfondimento delle tematiche della pace e dello sviluppo sostenibile.

E) per realizzare corsi di formazione professionale per quanti intendono recarsi a operare in paesi in via di sviluppo, a titolo di volontariato o in base a progetti di cooperazione internazionale;

F) per agevolare programmi di soggiorni in Sicilia di studenti di ogni ordine e grado, singoli o in gruppo, al fine di consentire una migliore comprensione delle rispettive culture, a condizioni di reciprocità con iniziative analoghe realizzate da governi o da organizzazioni di altri paesi, in particolare di quelli dell’area Mediterranea

G) per attivare la formazione dei volontari in servizio civile di cui alla legge 6 marzo 2001, n. 64, in particolare sulle tematiche di cui alla presente legge.

ARTICOLO 8 (Programma degli interventi)

1. Sulla base del piano triennale delle iniziative approvato dalla Commissione permanente per la pace di cui all’articolo 5 della presente legge e delle eventuali linee guida annuali redatte dalla stessa, viene annualmente predisposto il programma degli interventi relativo alle iniziative di cui all’articolo 7 della presente legge.

2) Il programma contiene le iniziative direttamente promosse dalla Amministrazione regionale e quelle proposte da enti pubblici ed enti privati come individuati dalla presente legge., Il programma, articolato per le diverse aree di intervento, dopo avere acquisito il parere favorevole della Commissione permanente per la pace ed il parere delle commissioni permanenti della Assemblea Regionale Siciliana competenti per il merito e per le questioni finanziarie che deve essere espresso entro 15 giorni dal ricevimento del programma, viene approvato con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta Regionale.

ARTICOLO 9 (Centro di documentazione ed iniziativa sui problemi del disarmo mediterraneo e della difesa non armata e nonviolenta).

La Regione, nello spirito del processo di Barcellona che ha portato nel 2008 alla nascita dell’Unione per il Mediterraneo, istituisce, con decreto del Presidente della Giunta regionale, uno specifico Centro di documentazione ed iniziativa sui problemi della cooperazione tra le due sponde del mare interno, specializzato sul disarmo euromediterraneo e sulla sperimentazione delle Ambasciate di Pace e dei Corpi Civili di Pace. Le associazioni nonviolente, iscritte al Registro di cui all’art. 4, sentita la Commissione di cui all’art. 5, propongono lo statuto, il programma e i comitati direttivo e scientifico del Centro, dotato di budget autonomo. I rappresentanti, i programmi e le attività del Centro, avvalendosi della collaborazione di reti transnazionali pacifiste, contribuiscono alla programmazione della Commissione di cui all’art. 2.

ARTICOLO 10 (Oneri finanziari)

1. Per il finanziamento delle iniziative di agli artt. 7 e 8 della presente legge è istituito presso la Presidenza della Regione un fondo unico di bilancio.

2. Per il triennio 2014-2016 il fondo è dotato di 1 milione di euro, di cui 300 mila per l’anno 2014, 350 mila per ciascuno degli anni 2015 e 2016, cui si fa fronte mediante utilizzo del fondo globale per nuove iniziative legislative del bilancio della Regione. Agli oneri relativi agli esercizi successivi si provvede annualmente con legge di bilancio.

3. Gli interventi di cui alla presente legge possono essere finanziati, altresì, con le risorse di ogni singolo ramo dell’Amministrazione Regionale, con fondi di provenienza regionale, nazionale ed europea.

ARTICOLO 11.

1 .La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana. 2. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione .