DDL Per una Cultura di Pace e l'Educazione alla Nonviolenza

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Interrogazione sulla mancata applicazione – dopo 6 mesi – della delibera sulla Consulta della Pace a Palermo

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INTERROGAZIONE A CARATTERE URGENTE CON RICHIESTA DI RISPOSTA SCRITTA

 

Al Sig. Sindaco

Dott. Prof. Leoluca Orlando

 

Al Sig. Assessore alla Cultura

Dott. Andrea Cusumano

 

Al Sig. Assessore alla Partecipazione

Dott. Giusto Catania

 

 

Oggetto: Istituzione “Consulta Comunale per la Pace” e costituzione dell’Ufficio per la Pace.

 

Premesso che:

 

  • La nostra città, nelle sue più alte Istituzioni, Sindaco e Consiglio comunale, si è sempre adoperata per veicolare, in tutte le sedi possibili, la cultura del rispetto dei Diritti Umani, contro ogni forma di conflitto, per la convivenza pacifica e civile dei popoli.
  • I temi della difesa della Pace, dei Diritti Umani e della Nonviolenza, sono oggi quanto mai attuali nell’area del Mediterraneo, vista la crisi in atto in Siria e Libia e il dramma dei profughi richiedenti asilo in fuga da questi ed altri conflitti.
  • I rischi connessi a questa situazione sono amplificati, nella nostra regione, dalla presenza di basi militari a supporto logistico di azioni di guerra e dall’installazione del M.U.O.S., a cui si è opposta la mobilitazione pacifica dei Siciliani, sostenuta dall’importante ruolo svolto dagli EE. LL. della Regione.
  • Su iniziativa di un comitato di Associazioni, promosso dal M.I.R. Palermo, il Consiglio comunale ha approvato in data 01/09/2015 la delibera n. 88 per l’istituzione della “Consulta comunale per la Pace, i Diritti Umani, la Nonviolenza e il Disarmo” e la costituzione dell’Ufficio per la Pace.

 

Considerato che, nonostante siano trascorsi oltre sei mesi dalla deliberazione, ad oggi non ha trovato applicazione la volontà del Consiglio comunale.

 

Si interrogano le SS. LL.

 

  • per conoscere le ragioni di tale ritardo che inevitabilmente appaiono ingiustificate e lesive delle prerogative e del ruolo politico del Consiglio comunale.

 

 

Palermo, 30 marzo 2016

 

Consigliere Alberto Mangano

REGOLAMENTO DELLA CONSULTA E DELL’UFFICIO PER LA PACE , LA NONVIOLENZA E IL DISARMO E I DIRITTI UMANI DEL COMUNE DI PALERMO

Le associazioni del Comitato per la Nonviolenza, la Pace, i Diritti Umani, annunciano il testo definitivo prodotto dalla commissione istituita dalla Presidenza del consiglio comunale, con i consiglieri delegati Mangano e Monastra. Il Testo sarà trasmesso alla presidenza, alle commissioni competenti del consiglio, a Sindaco e Giunta.

 

Art.1

In conformità ai principi e alle norme internazionali che riconoscono i diritti innati della persona umana e che sanciscono il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, il Comune di Palermo, individuando nella Pace un diritto fondamentale dei singoli individui e dei popoli, al fine di assumere iniziative proprie e di favorire quelle promosse da associazioni, gruppi di volontariato e di cooperazione e solidarietà internazionale, scuole e da qualsiasi altro ente, istituisce la “Consulta per la Pace, i Diritti Umani, la Nonviolenza ed il Disarmo”.

Art.2

La “Consulta  per la Pace, i Diritti Umani, la Nonviolenza ed il Disarmo” è l’assemblea dei rappresentanti delle Associazioni o di singole persone che vi aderiscono. La consulta ha le seguenti finalità: 1. l’educazione al dialogo e alla Pace, alla nonviolenza, alla conoscenza, alla difesa e al rispetto dei diritti umani, al disarmo ed al lavoro attivo contro la guerra e al suo rifiuto come mezzo di risoluzione dei conflitti, alla mondialità e all’interculturalità, al riconoscimento e al rispetto delle differenze, alla solidarietà, allo sviluppo sostenibile, alla partecipazione civile attiva, ai metodi decisionali orientati al consenso, al rispetto e alla promozione della legalità, alla convivenza civile e pacifica; 2. la promozione e il sostegno della risoluzione nonviolenta dei conflitti, a partire dai rapporti interpersonali fino ai rapporti di cooperazione e solidarietà nazionale ed internazionale, la promozione e il sostegno della giustizia tra i popoli e nei rapporti tra gli Stati, del disarmo, della “diplomazia popolare”, le ambasciate di democrazia locale e dei corpi civili di pace; 3. l’affermazione della multiculturalità con particolare attenzione al tema dell’accoglienza delle diversità; 4. l’avvio e il potenziamento delle relazioni di gemellaggio; 5. il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio; 6. contribuire a sostenere l’impegno per una risoluzione pacifica del conflitto in Medio-Oriente, per la pace e un nuovo fiorente sviluppo nel Mediterraneo e per la costruzione di un’Europa delle città e dei cittadini, interculturale e accogliente contro ogni forma di pregiudizio, emarginazione sociale e xenofobia; 7. la garanzia dei diritti di obiezione di coscienza al militare, il servizio civile nazionale ed europeo.
 La Consulta: – Formula ai Consigli di Circoscrizione, al Consiglio Comunale e alla Giunta Comunale proposte che recepiscono le varie possibilità fornite dalla legislazione regionale, nazionale e comunitaria negli ambiti dell’educazione alla pace, della nonviolenza, del volontariato, dei giovani e dell’associazionismo in sintonia con le indicazioni stabilite; 
- promuove e partecipa forme di coordinamento interistituzionale, come il Coordinamento Nazionale Enti Locali per la Pace e Mayors for Peace, finalizzate allo sviluppo delle iniziative per la pace sul territorio comunale e provinciale, e al collegamento con iniziative regionali, nazionali e di solidarietà internazionale;

Art. 3

Il Comune di Palermo contribuisce allo sviluppo delle attività promosse dalla Consulta e le assicura a tal fine la fruizione di adeguate strutture e ne agevola le attività transnazionali.

Art. 4

Il Comune di Palermo collabora attivamente con gli istituti scolastici allo scopo precipuo di sviluppare l’insegnamento dei diritti umani, della pace, della solidarietà e della democrazia nel quadro dei programmi educativi, contribuendo così alla corretta applicazione del metodo “educazione orientata all’azione”, raccomandato dall’ONU, dal Consiglio d’Europa e dall’UNESCO. Il Comune di Palermo: a) promuove e contribuisce allo svolgimento di corsi di formazione sui temi della pace, dei diritti umani, dell’educazione alla nonviolenza, della solidarietà e della democrazia; b) contribuisce, nei limiti delle proprie competenze, a dotare le scuole di strumenti informatici che consentano il collegamento con centri di documentazione su pace degli altri enti locali; c) bandisce premi per studenti per l’approfondimento di tematiche relative alla pace, ai diritti umani, all’educazione alla nonviolenza , alla solidarietà e alla democrazia; d) favorisce i gemellaggi tra le scuole del proprio territorio e quelle dei comuni o comunità di villaggio di altri paesi del mondo. Il Comune assicura il collegamento costante tra gli istituti di educazione scolastica e i propri uffici e servizi competenti in materia di pace, disarmo, diritti umani ed educazione alla nonviolenza, alla solidarietà e alla democrazia.

Art. 5

Il Comune di Palermo promuove e realizza, in collaborazione con le competenti istituzioni universitarie e culturali e le associazioni ed enti della città, corsi di formazione e di aggiornamento su educazione ai diritti umani, alla pace, alla nonviolenza, al disarmo, alla democrazia e ai metodi decisionali orientati al consenso per amministratori e dipendenti comunali.

Art. 6

Il Comune di Palermo realizza gemellaggi con comuni di altri Paesi quale percorso di pace, con l’attiva partecipazione della Consulta. Per alimentare il percorso di pace, il gemellaggio si prefigge la realizzazione di obiettivi specifici, quali: a) incontri periodici tra personale comunale e amministratori dei comuni gemellati; b) cooperazione diretta tra nuclei familiari, associazioni e scuole dei comuni gemellati; c) programmi di soluzione nonviolenta dei conflitti; d) programmi educativi comuni nelle scuole delle comunità gemellate.

Art. 7

Il Comune di Palermo, in adempimento di quanto previsto dalla Conferenza permanente dei poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa, si rende parte attiva per l’implementazione delle ambasciate della democrazia locale. A tal fine si procederà ad accordi almeno trilaterali intesi a: a) promuovere la conoscenza e la comprensione reciproca in vista di una coesistenza pacifica, tramite lo scambio e la cooperazione; b) rafforzare l’esistenza di un processo democratico conforme ai principi della Carta Europea delle autonomie locali; c) promuovere l’educazione interculturale contro il razzismo, l’intolleranza e la xenofobia; d) offrire uno spazio di dialogo e mediazione.

Art. 8

Possono fare parte della Consulta: – gli enti, le associazioni e le organizzazioni sociali e culturali operanti sul territorio comunale aventi tra i propri scopi una o più delle finalità previste al precedente art. 7, che abbiano presentato domanda di adesione; – tutte le associazioni con finalità, secondo il proprio statuto, di tutela della pace, di promozione della nonviolenza e delle diverse forme di obiezione, e che intervengono nei settori della solidarietà sociale; – tutti coloro che in forma individuale o aggregati in gruppi informali, operando negli ambiti individuati dal precedente articolo ne condividano le finalità e comunichino per iscritto il proprio interesse a farne parte.

Art. 9

La Consulta: – individua annualmente da 3 a 5 dei suoi componenti che assolvono funzioni di coordinamento; – in sede di programmazione, individua all’inizio di ogni anno le priorità, gli indirizzi e le iniziative comuni; – istituisce eventuali gruppi di lavoro per l’attuazione della programmazione annuale e ne regola l’attività; – accetta l’adesione di nuovi soggetti. Per gravi motivi la Consulta, deliberando a maggioranza dei 2/3, può revocare il coordinamento, individuandone contestualmente una nuova composizione.

Art. 10

La Consulta si riunisce in sessione ordinaria, due volte l’anno, una entro il mese di aprile e una entro il mese di ottobre. In sessione ordinaria prende atto delle nuove adesioni e della decadenza dei componenti assenti ingiustificati per 3 riunioni consecutive su comunicazione del coordinamento. La consulta si riunisce in sessione straordinaria, su iniziativa del Coordinamento o su richiesta di almeno un terzo dei componenti.

Art. 11

La Consulta viene convocata dal coordinamento mediante avviso scritto, con l’indicazione dell’ordine del giorno, da recapitarsi almeno cinque giorni prima ai componenti. La Consulta è regolarmente costituita quando siano presenti almeno la metà più uno dei componenti. In seconda convocazione, il giorno successivo,la Consulta è regolarmente costituita quando siano presenti almeno un terzo dei componenti. La convocazione dovrà essere accompagnata dall’ordine del giorno e da tutta la documentazione necessaria ad iniziativa del coordinamento. Il coordinamento, attraverso un suo componente, ha il compito di presiedere la Consulta. Al fine di assicurare l’efficacia dei lavori e garantire il diritto di espressione di tutti e il raggiungimento di una opinione condivisa, ogni decisione su ciascun punto all’ordine del giorno é adottata con il metodo del consenso Le posizioni diverse dalla decisione presa dalla Consulta devono essere comunque verbalizzate.
Il coordinamento propone modalità operative in grado di favorire azioni e comportamenti improntati alla collegialità; di propria iniziativa o su richiesta di un membro, può rinviare la decisione su un punto iscritto all’ordine del giorno al termine della riunione, se nel corso della riunione è emersa l’esigenza di un ulteriore approfondimento. Le riunioni della Consulta sono pubbliche. Sono invitati permanenti il Sindaco e il Presidente del Consiglio comunale o loro delegati.

Art. 12

E’ istituito l’ “Ufficio  per la Pace, i Diritti Umani, la Nonviolenza ed il Disarmo”, che dà attuazione alle iniziative della Consulta e con essa opera di concerto, esplicando funzioni di coordinamento di tutte le iniziative del Comune nelle materie e nei settori indicati all’articolo 2. Il Consiglio Comunale nomina all’interno dell’Ufficio tre consiglieri, di cui uno della minoranza. L’ufficio per la pace e i diritti umani custodisci i documenti relativi alle attività della Consulta.

Art. 13

Un componente dell’Ufficio partecipa ai lavori della Consulta, senza diritto di voto, con funzioni di Segretario verbalizzante, e provvede alla pubblicazione delle iniziative e delle decisioni della Consulta sul sito web del Comune. All’Ufficio saranno assegnati personale, mezzi e risorse necessari al suo funzionamento. Il Comune valorizzerà il coinvolgimento di volontari nella gestione dell’Ufficio stesso. L’Ufficio, di concerto con la Consulta, redige programmi specifici nelle materie di competenza e ne verifica annualmente l’attuazione; cura inoltre la tenuta di un registro di coloro che vogliono avvalersi del diritto di obiezione di coscienza alla difesa armata, dandone annualmente comunicazione al Ministro con delega al servizio civile.

Art. 14

Il Comune di Palermo, sulle materie di cui all’art. 2, può operare d’intesa con Istituzioni, enti locali ed organizzazioni internazionali, anche non governative. Art. 15 Nel bilancio annuale di previsione sarà previsto un apposito stanziamento per le attività dell’Ufficio e della Consulta. In occasione della relazione annuale, di cui all’art. 55, comma 7, della Legge 8 giugno 1990, n. 142, sarà previsto un apposito paragrafo specificamente dedicato a quanto realizzato in merito alla attività di cui al presente regolamento.