DDL Per una Cultura di Pace e l'Educazione alla Nonviolenza

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APPELLO PER LE CITTÀ DI PACE, SUBITO UNA LEGGE SICILIANA PER LA CULTURA DI PACE!

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Dopo anni d’impegno la legge regionale per la cultura di Pace sta per essere calendarizzata, chiediamo a tutti ed a tutte di impegnarci per sostenere questa proposta.

Sono giorni in cui il bene della Pace sembra tutt’altro che definitivamente acquisito, con gravi rischi per la nostra stessa Sicilia.

Chiediamo alle associazioni delle diverse città siciliane di sostenere assieme le proposte di pace degli enti locali per la pace,

di firmare e far firmare  il presente appello, 

di far dichiarare il proprio comune “Città per la Pace“, di promuovere localmente consulte ed uffici per la Pace, favorendo un coordinamento tra tali esperienze, 

di promuovere congiuntamente gemellaggi,

 giornate per la Pace, la Nonviolenza e i Diritti Umani,

di chiedere attraverso delibere delle giunte e dei consigli comunali 

un sostegno regionale per tale impegno,

a partire dalla approvazione della legge 501, promossa dalle nostre associazioni.

Il comitato ha sede presso 

l’ONG A.P.A.

Via Francesco Lo Jacono, 10 90144 – Palermo

In allegato tutta la documentazione relativa. Per contatti rispondere a questa mail.

per il comitato per la Nonviolenza. Pace e i Diritti Umani

Francesco Lo Cascio

Presidente MIR Palermo

 

brochure DDL PACE SICILIA2 brochure DDL PACE SICILIA

https://leggeculturadipacesicilia.wordpress.com/​

APPELLO PER LE CITTÀ DI PACE

Il 900 si è concluso con la speranza nella caduta dei muri, il nuovo millennio si è aperto con la speranza di una primavera mediterranea, con la richiesta di libertà e democrazia delle rivoluzioni arabe e di quelle colorate nel resto dell’Europa.

 Ma oggi purtroppo queste speranze si volgono sempre di più nel timore di nuovi conflitti, che ci riguardano sempre più da vicino, le nostre strade si riempiono  sempre più dei profughi di queste guerre sempre meno lontane. Nel contempo l’Europa torna a dividersi per l’innalzarsi di muri e reticolati, a protezione dei rinnovati egoismi.

Nonostante questo clima, dalla Sicilia centro e cuore del Mediterraneo, vogliamo riaffermare la nostra speranza di Pace, il ripudio delle guerre sancito dalla nostra costituzione, la speranza in un Mediterraneo ed un Europa di Pace, liberi armi di distruzione di massa, spazio di protezione ed affermazione di diritti umani, democrazia e libertà per tutti e tutte.

Per queste ragioni chiediamo  che le amministrazioni locali dei nostri comuni di residenza, affermino con forza l’impegno e l’ansia di Pace dei loro cittadini, del loro associazionismo e società civile, delle loro scuole, delle loro comunità religiose, del volontariato, dei giovani impegnati nel servizio civile, dei tanti che scelgono di sostenere ONG e agenzie della cooperazione internazionale.

Come cittadini e come associazioni chiediamo che i comuni:

si impegnino nell’aderire agli ee.ll. per la Pace ed i diritti umani.

sostengano presso l’ARS  il ddl 501/2013 per il riconoscimento ed il sostegno in Sicilia delle iniziative per una “Cultura di Pace”;

istituiscano consulte ed uffici per la Pace, la Nonviolenza ed i Diritti Umani, promuovendone il coordinamento istituzionale;

si impegnino a ricordare annualmente le giornate internazionali della nonviolenza, della Pace, dei Diritti Umani.

prendano iniziative di gemellaggio ed ambasciate di Pace tra le città e la società civile delle due sponde del Mediterraneo, particolarmente in sostegno delle realtà oggi vittime di guerre e di oppressione, supportando le iniziative nonviolente della società civile locale.

 

Email ai parlamentari della 1a commissione ARS

brochure DDL PACE SICILIA

APPELLO PER LE CITTÀ DI PACE

BOZZA DELIBERA di ADESIONE al Coordinamento nazionale degli Enti Locali per la pace e i diritti umani

Delibera x ad. CNEELL_comuni

delibera del comune di Palermo

DDL ARS 501 Cultura Pace in Sicilia

CONSULTA ED UFFICIO PACE LA PROPOSTA ASSOCIAZIONI

 

REGOLAMENTO DELLA CONSULTA E DELL’UFFICIO PER LA PACE , LA NONVIOLENZA E IL DISARMO E I DIRITTI UMANI DEL COMUNE DI PALERMO

Le associazioni del Comitato per la Nonviolenza, la Pace, i Diritti Umani, annunciano il testo definitivo prodotto dalla commissione istituita dalla Presidenza del consiglio comunale, con i consiglieri delegati Mangano e Monastra. Il Testo sarà trasmesso alla presidenza, alle commissioni competenti del consiglio, a Sindaco e Giunta.

 

Art.1

In conformità ai principi e alle norme internazionali che riconoscono i diritti innati della persona umana e che sanciscono il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, il Comune di Palermo, individuando nella Pace un diritto fondamentale dei singoli individui e dei popoli, al fine di assumere iniziative proprie e di favorire quelle promosse da associazioni, gruppi di volontariato e di cooperazione e solidarietà internazionale, scuole e da qualsiasi altro ente, istituisce la “Consulta per la Pace, i Diritti Umani, la Nonviolenza ed il Disarmo”.

Art.2

La “Consulta  per la Pace, i Diritti Umani, la Nonviolenza ed il Disarmo” è l’assemblea dei rappresentanti delle Associazioni o di singole persone che vi aderiscono. La consulta ha le seguenti finalità: 1. l’educazione al dialogo e alla Pace, alla nonviolenza, alla conoscenza, alla difesa e al rispetto dei diritti umani, al disarmo ed al lavoro attivo contro la guerra e al suo rifiuto come mezzo di risoluzione dei conflitti, alla mondialità e all’interculturalità, al riconoscimento e al rispetto delle differenze, alla solidarietà, allo sviluppo sostenibile, alla partecipazione civile attiva, ai metodi decisionali orientati al consenso, al rispetto e alla promozione della legalità, alla convivenza civile e pacifica; 2. la promozione e il sostegno della risoluzione nonviolenta dei conflitti, a partire dai rapporti interpersonali fino ai rapporti di cooperazione e solidarietà nazionale ed internazionale, la promozione e il sostegno della giustizia tra i popoli e nei rapporti tra gli Stati, del disarmo, della “diplomazia popolare”, le ambasciate di democrazia locale e dei corpi civili di pace; 3. l’affermazione della multiculturalità con particolare attenzione al tema dell’accoglienza delle diversità; 4. l’avvio e il potenziamento delle relazioni di gemellaggio; 5. il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio; 6. contribuire a sostenere l’impegno per una risoluzione pacifica del conflitto in Medio-Oriente, per la pace e un nuovo fiorente sviluppo nel Mediterraneo e per la costruzione di un’Europa delle città e dei cittadini, interculturale e accogliente contro ogni forma di pregiudizio, emarginazione sociale e xenofobia; 7. la garanzia dei diritti di obiezione di coscienza al militare, il servizio civile nazionale ed europeo.
 La Consulta: – Formula ai Consigli di Circoscrizione, al Consiglio Comunale e alla Giunta Comunale proposte che recepiscono le varie possibilità fornite dalla legislazione regionale, nazionale e comunitaria negli ambiti dell’educazione alla pace, della nonviolenza, del volontariato, dei giovani e dell’associazionismo in sintonia con le indicazioni stabilite; 
- promuove e partecipa forme di coordinamento interistituzionale, come il Coordinamento Nazionale Enti Locali per la Pace e Mayors for Peace, finalizzate allo sviluppo delle iniziative per la pace sul territorio comunale e provinciale, e al collegamento con iniziative regionali, nazionali e di solidarietà internazionale;

Art. 3

Il Comune di Palermo contribuisce allo sviluppo delle attività promosse dalla Consulta e le assicura a tal fine la fruizione di adeguate strutture e ne agevola le attività transnazionali.

Art. 4

Il Comune di Palermo collabora attivamente con gli istituti scolastici allo scopo precipuo di sviluppare l’insegnamento dei diritti umani, della pace, della solidarietà e della democrazia nel quadro dei programmi educativi, contribuendo così alla corretta applicazione del metodo “educazione orientata all’azione”, raccomandato dall’ONU, dal Consiglio d’Europa e dall’UNESCO. Il Comune di Palermo: a) promuove e contribuisce allo svolgimento di corsi di formazione sui temi della pace, dei diritti umani, dell’educazione alla nonviolenza, della solidarietà e della democrazia; b) contribuisce, nei limiti delle proprie competenze, a dotare le scuole di strumenti informatici che consentano il collegamento con centri di documentazione su pace degli altri enti locali; c) bandisce premi per studenti per l’approfondimento di tematiche relative alla pace, ai diritti umani, all’educazione alla nonviolenza , alla solidarietà e alla democrazia; d) favorisce i gemellaggi tra le scuole del proprio territorio e quelle dei comuni o comunità di villaggio di altri paesi del mondo. Il Comune assicura il collegamento costante tra gli istituti di educazione scolastica e i propri uffici e servizi competenti in materia di pace, disarmo, diritti umani ed educazione alla nonviolenza, alla solidarietà e alla democrazia.

Art. 5

Il Comune di Palermo promuove e realizza, in collaborazione con le competenti istituzioni universitarie e culturali e le associazioni ed enti della città, corsi di formazione e di aggiornamento su educazione ai diritti umani, alla pace, alla nonviolenza, al disarmo, alla democrazia e ai metodi decisionali orientati al consenso per amministratori e dipendenti comunali.

Art. 6

Il Comune di Palermo realizza gemellaggi con comuni di altri Paesi quale percorso di pace, con l’attiva partecipazione della Consulta. Per alimentare il percorso di pace, il gemellaggio si prefigge la realizzazione di obiettivi specifici, quali: a) incontri periodici tra personale comunale e amministratori dei comuni gemellati; b) cooperazione diretta tra nuclei familiari, associazioni e scuole dei comuni gemellati; c) programmi di soluzione nonviolenta dei conflitti; d) programmi educativi comuni nelle scuole delle comunità gemellate.

Art. 7

Il Comune di Palermo, in adempimento di quanto previsto dalla Conferenza permanente dei poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa, si rende parte attiva per l’implementazione delle ambasciate della democrazia locale. A tal fine si procederà ad accordi almeno trilaterali intesi a: a) promuovere la conoscenza e la comprensione reciproca in vista di una coesistenza pacifica, tramite lo scambio e la cooperazione; b) rafforzare l’esistenza di un processo democratico conforme ai principi della Carta Europea delle autonomie locali; c) promuovere l’educazione interculturale contro il razzismo, l’intolleranza e la xenofobia; d) offrire uno spazio di dialogo e mediazione.

Art. 8

Possono fare parte della Consulta: – gli enti, le associazioni e le organizzazioni sociali e culturali operanti sul territorio comunale aventi tra i propri scopi una o più delle finalità previste al precedente art. 7, che abbiano presentato domanda di adesione; – tutte le associazioni con finalità, secondo il proprio statuto, di tutela della pace, di promozione della nonviolenza e delle diverse forme di obiezione, e che intervengono nei settori della solidarietà sociale; – tutti coloro che in forma individuale o aggregati in gruppi informali, operando negli ambiti individuati dal precedente articolo ne condividano le finalità e comunichino per iscritto il proprio interesse a farne parte.

Art. 9

La Consulta: – individua annualmente da 3 a 5 dei suoi componenti che assolvono funzioni di coordinamento; – in sede di programmazione, individua all’inizio di ogni anno le priorità, gli indirizzi e le iniziative comuni; – istituisce eventuali gruppi di lavoro per l’attuazione della programmazione annuale e ne regola l’attività; – accetta l’adesione di nuovi soggetti. Per gravi motivi la Consulta, deliberando a maggioranza dei 2/3, può revocare il coordinamento, individuandone contestualmente una nuova composizione.

Art. 10

La Consulta si riunisce in sessione ordinaria, due volte l’anno, una entro il mese di aprile e una entro il mese di ottobre. In sessione ordinaria prende atto delle nuove adesioni e della decadenza dei componenti assenti ingiustificati per 3 riunioni consecutive su comunicazione del coordinamento. La consulta si riunisce in sessione straordinaria, su iniziativa del Coordinamento o su richiesta di almeno un terzo dei componenti.

Art. 11

La Consulta viene convocata dal coordinamento mediante avviso scritto, con l’indicazione dell’ordine del giorno, da recapitarsi almeno cinque giorni prima ai componenti. La Consulta è regolarmente costituita quando siano presenti almeno la metà più uno dei componenti. In seconda convocazione, il giorno successivo,la Consulta è regolarmente costituita quando siano presenti almeno un terzo dei componenti. La convocazione dovrà essere accompagnata dall’ordine del giorno e da tutta la documentazione necessaria ad iniziativa del coordinamento. Il coordinamento, attraverso un suo componente, ha il compito di presiedere la Consulta. Al fine di assicurare l’efficacia dei lavori e garantire il diritto di espressione di tutti e il raggiungimento di una opinione condivisa, ogni decisione su ciascun punto all’ordine del giorno é adottata con il metodo del consenso Le posizioni diverse dalla decisione presa dalla Consulta devono essere comunque verbalizzate.
Il coordinamento propone modalità operative in grado di favorire azioni e comportamenti improntati alla collegialità; di propria iniziativa o su richiesta di un membro, può rinviare la decisione su un punto iscritto all’ordine del giorno al termine della riunione, se nel corso della riunione è emersa l’esigenza di un ulteriore approfondimento. Le riunioni della Consulta sono pubbliche. Sono invitati permanenti il Sindaco e il Presidente del Consiglio comunale o loro delegati.

Art. 12

E’ istituito l’ “Ufficio  per la Pace, i Diritti Umani, la Nonviolenza ed il Disarmo”, che dà attuazione alle iniziative della Consulta e con essa opera di concerto, esplicando funzioni di coordinamento di tutte le iniziative del Comune nelle materie e nei settori indicati all’articolo 2. Il Consiglio Comunale nomina all’interno dell’Ufficio tre consiglieri, di cui uno della minoranza. L’ufficio per la pace e i diritti umani custodisci i documenti relativi alle attività della Consulta.

Art. 13

Un componente dell’Ufficio partecipa ai lavori della Consulta, senza diritto di voto, con funzioni di Segretario verbalizzante, e provvede alla pubblicazione delle iniziative e delle decisioni della Consulta sul sito web del Comune. All’Ufficio saranno assegnati personale, mezzi e risorse necessari al suo funzionamento. Il Comune valorizzerà il coinvolgimento di volontari nella gestione dell’Ufficio stesso. L’Ufficio, di concerto con la Consulta, redige programmi specifici nelle materie di competenza e ne verifica annualmente l’attuazione; cura inoltre la tenuta di un registro di coloro che vogliono avvalersi del diritto di obiezione di coscienza alla difesa armata, dandone annualmente comunicazione al Ministro con delega al servizio civile.

Art. 14

Il Comune di Palermo, sulle materie di cui all’art. 2, può operare d’intesa con Istituzioni, enti locali ed organizzazioni internazionali, anche non governative. Art. 15 Nel bilancio annuale di previsione sarà previsto un apposito stanziamento per le attività dell’Ufficio e della Consulta. In occasione della relazione annuale, di cui all’art. 55, comma 7, della Legge 8 giugno 1990, n. 142, sarà previsto un apposito paragrafo specificamente dedicato a quanto realizzato in merito alla attività di cui al presente regolamento.

Conferenza di presentazione del disegno di Legge su Cultura di Pace in Sala Gialla a Palazzo dei Normanni

 

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Testo DDL in presentazione. Si raccolgono ulteriori adesioni.

ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

DISEGNO DI LEGGE  ( n. 501)

presentato dai deputati: Zafarana (M5S) e Maggio (PD)

Zafarana, Ciancio, Cancelleri, Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Zito, Ciaccio, Foti, La Rocca, Palmeri, Siragusa, Tancredi,

Trizzino, Alloro, Anselmo, Arancio, Barbagallo, Cracolici, Cirone, Digiacomo, Dipasquale,

Ferrandelli, Gucciardi, Laccoto, Lupo, Marziano, Milazzo, Panarello, Panepinto; Raia; Rinaldi; Vullo, Vinciullo.

Cultura della Pace in Sicilia

—-O—-

RELAZIONE DEI DEPUTATI PROPONENTI

Onorevoli colleghi,

il presente presente progetto di legge ha lo scopo precipuo di introdurre nell’ordinamento giuridico della Regione Sicilia – analogamente ad altre Regioni d’Italia – una legge in favore di una cultura di Pace e dell’educazione alla nonviolenza, con l’auspicio che il territorio siciliano possa emanciparsi dalla presenza delle numerose installazioni militari divenendo al contempo, in ossequio alla sua naturale vocazione geografica, un ponte di pace tra i popoli del Mar Mediterraneo.

L’articolo 1 del presente disegno di legge rappresenta un’enunciazione di principio di alta valenza giuridico-costituzionale per l’ordinamento giuridico regionale nel quale introduce il fondamentale principio del ripudio della guerra, proclamato dall’articolo 11 della Costituzione italiana, attuando contestualemente l’articolo 28 della Dichiarazione Universale che recita: «Ogni essere umano ha diritto ad un ordine sociale e internazionale nel quale tutti i diritti e libertà enunciati nella presente Dichiarazione possono essere pienamente realizzati».

In questa ottica numerose Regioni hanno intrapreso un percorso nel solco del binomio indissociabile pace-diritti umani: si vedano, tra le altre, la legge del Veneto legge regionale 30 marzo 1988, n. 18, quella dell’ Emilia 1 febbraio 1994, n. 4, quella dell’ Umbria del 2 agosto 1994 n. 21, quella della Campania del 7 aprile 2000 n. 12, quella della Toscana legge del 30 luglio 1997 n. 55, quella della Lombardia del 5 giugno 1989, n. 20, e quella del Piemonte del 17 agosto 1995, n. 67.

Il diritto alla pace, il diritto allo sviluppo e il diritto all’ambiente vengono annoverati tra i diritti umani di terza generazione ancora in attesa di un pieno riconoscimento giuridico in ambito nazionale a fronte di una piena attuazione dei diritti civili e politici (prima generazione) ed i diritti economici, sociali e culturali (seconda generazione). La peculiarità del caso italiano è da riscontrare nel fatto che numerose regioni hanno dato attuazione ai diritti di terza generazione ponendosi, così, alla testa del movimento costituzionalista mondiale mirante a dare piena effettività al “nuovo” Diritto universale dei diritti umani; già dal 1991; si contano, inoltre, numerosi Statuti di Comuni e Province che prevedono la “norma pace diritti umani” modellata sul prototipo regionale.

Questa, invero, costituisce una situazione unica al mondo sia dal punto di vista prettamente giuridico che politico, sociale e culturale: la cultura della pace, dei diritti umani e della cooperazione – che può essere tradotta come “via istituzionale nonviolenta alla pace” – è una cultura “orientata all’azione” che sta coinvolgendo, in modo sempre più pregante, la scuola, l’università, l’associazionismo ed il volontariato, con benefico sviluppo della democrazia partecipativa e della cultura della legalità e della solidarietà.

In ordine ai diritti umani, gli ordinamenti giuridici (nazionali, subnazionali, internazionali) devono armonizzare le rispettive azioni politiche nella direzione della Dichiarazione Universale che pone gli stessi “a fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo”.

Il riconoscimento dei diritti umani e della pace, come diritto fondamentale, ha una duplice ricaduta su Regioni e Comuni: il rafforzamento della loro autonomia e la loro piena legittimazione a rivendicare ed esercitare il ruolo di ‘polo territoriale basilare’ nella dinamica del principio di sussidiarietà (in una sua accezione internazionale) che è tipico dei diritti umani.

Il presente disegno di legge – che nasce, su iniziativa del MIR, dalla proposta di un cartello di associazioni che operano da anni nel settore della cooperazione e della nonviolenza, delle diverse forme di obiezione di coscienza – mira a favorire iniziative che affrontino tematiche su conflitti bellici dimenticati, sulla relazione tra Pace, giustizia ed ambiente, su temi ecumenici e interconfessionali, sugli stili di vita, ed altro.

Per il conseguimento di questi obiettivi la Regione assumerà iniziative finalizzate a favorire interventi di enti locali, organismi associativi, istituzioni culturali, gruppi di volontariato e di cooperazione internazionale presenti in Sicilia.

L’art. 9 del presente progetto di legge, inoltre, individua il 2 ottobre di ogni anno (giornata internazionale della nonviolenza, proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite) la Giornata della Pace, della nonviolenza e dei diritti umani in Sicilia. Il Centro di documentazione previsto dall’articolo de quo è costituito quale espressione dell’associazionismo nonviolento “storico”, elaboratore originario e sperimentatore della difesa non-armata e nonviolenta, recepita come concetto e forma di difesa della Patria dalle normative nazionali.

In ultima analisi, appare ormai improcrastinabile che anche nell’ordinamento siciliano venga introdotta una legge che renda la Sicilia terra di Pace: valore che si sostanzia attraverso la promozione dei diritti umani, la smilitarizzazione dei territori, l’attenzione ai conflitti dimenticati, l’attenzione agli ultimi, la sensibilizzazione verso stili di vita caratterizzati dalla sostenibilità sociale ed economica. Le istituzioni hanno il dovere di raccogliere questi indirizzi e riflessioni e sostenere iniziative d’informazione e di ricerca, di educazione, volte alla cooperazione nello stile della nonviolenza, che mirino a sensibilizzare le nuove generazioni con esplicito intento pedagogico e d’indirizzo.

—O—

DISEGNO DI LEGGE DI INIZIATIVA PARLAMENTARE

Art. 1

(Oggetto e finalità)

1. La Regione Siciliana, in coerenza con i principi costituzionali che sanciscono il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, la promozione dei diritti umani, delle libertà democratiche e della cooperazione internazionale, riconosce nella pace un diritto fondamentale degli uomini e dei popoli.

2. Allo scopo di rendere concreta l’aspirazione dei cittadini siciliani a fare della Sicilia una terra di pace, la presente legge promuove la cultura della pace e della nonviolenza mediante iniziative culturali e di ricerca, di educazione, di cooperazione e di informazione.

3. Per il conseguimento di questi obiettivi, la Regione realizza interventi diretti e favorisce interventi di enti locali nonché di organismi associativi, istituzioni culturali, gruppi di volontariato e di cooperazione internazionale presenti sul territorio regionale.

Art. 2

(Giornate per la pace, la non violenza, i diritti umani)

1. Il 2 ottobre, proclamata Giornata internazionale della nonviolenza dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con Risoluzione A/RES/61/271 del 15 giugno 2007, è individuata come giornata per la pace, la nonviolenza ed i diritti umani nella Regione siciliana.

2. La Regione riconosce altresì la Giornata internazionale della pace che si svolge il 21 settembre e la Giornata internazionale dei diritti umani che si svolge il 10 dicembre.

3. Annualmente, con decreto del Presidente della Regione da pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale della Regione, vengono indicate le iniziative da realizzare e da promuovere per le celebrazioni relative al 2 ottobre. Il programma delle iniziative viene formulato anche sulla base delle proposte avanzate dal Comitato permanente di cui all’art. 5 della presente legge e, comunque, previo parere positivo della stessa.

Art. 3

(Premio per la nonviolenza e per i diritti umani)

1. E’ istituito il Premio per la Pace, la Nonviolenza, i Diritti Umani, da assegnare a persone, enti, organismi associativi e cooperative, comitati e organizzazioni, che si siano particolarmente distinti nella realizzazione di iniziative sui temi di cui alla presente legge.

2. Il premio denominato “Sicilia per la Pace” che ha una dotazione annua di 50 mila euro, viene conferito annualmente dal Presidente della Regione, anche su proposta del Comitato permanente di cui all’arti. 5 e, comunque, previo parere positivo della stessa. Il Premio viene consegnato il 2 ottobre.

3. All’onere di 150 mila euro di cui al presente articolo si fa fronte per il triennio 2014/2016 con le disponibilità del fondo globale per nuove iniziative legislative di parte corrente del bilancio della Regione. Agli oneri relativi agli anni successivi si provvede annualmente con legge di bilancio.

Art. 4

(Registro regionale delle associazioni operanti per la pace)

1. Presso la Presidenza della Regione e’ istituito il Registro regionale degli enti e delle associazioni che operano in favore della pace e della solidarietà con i Paesi in via di sviluppo, dei diritti umani, della difesa nonviolenta, del disarmo.

2. Per essere iscritti nel registro di cui al comma precedente gli enti e le associazioni che ne fanno domanda devono possedere i seguenti requisiti: a) operare senza fini di lucro; b) avere un ordinamento interno a base democratica; c) operare in ambito regionale da più di un anno; d) prevedere nel proprio statuto, fra gli scopi sociali, in modo esclusivo o prevalente le finalità di cui al comma 1 del presente articolo. La formazione del Registro ed ogni successiva modificazione viene disposta con decreto del Presidente della Regione da pubblicare sul sito web della Regione.

Art. 5

(Istituzione del Comitato permanente per la pace)

1. E’ istituito il Comitato regionale permanente per la pace.

2. Il Comitato è composto: a) dal Presidente della Regione, o da un suo delegato, che la presiede; b) da tre membri designati dal Presidente della Assemblea Regionale Siciliana scelti tra i suoi componenti. Detti componenti decadono qualora cessino dalle funzioni di deputato regionale; c) da sei rappresentanti delle associazioni comprese nel Registro di cui all’art. 4, scelti dal Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana fra quelli indicati dalle associazioni stesse. In sede di prima applicazione della presente legge, provvedono alla designazione le associazioni che risultano iscritte entro il terzo mese dalla emanazione del decreto di formazione del Registro.

3. I componenti del Comitato permanente per la pace vengono nominati con decreto del Presidente della Regione.

4. Il Comitato dura in carica cinque anni. Essa, in ogni caso, viene integralmente rinnovata ad ogni inizio di legislatura della Assemblea Regionale Siciliana.

5. Il Comitato provvede ad adottare, come suo primo atto, un regolamento interno per disciplinare il suo funzionamento. Per la validità delle sedute è necessaria la presenza della maggioranza dei componenti e le deliberazioni sono valide se assunte con il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti.

6. A quanto necessario per il buon funzionamento del Comitato, ivi compresa la sala delle riunioni, provvede la Presidenza della Regione senza nuovi o ulteriori oneri per la finanza pubblica.

Art. 6

(Funzioni del Comitato permanente per la pace)

1. Il Comitato permanente per la pace concorre:

a) alla formulazione del programma annuale di interventi, di cui al successivo articolo 7;

b) alla predisposizione del piano triennale ed eventualmente delle relative linee annuali di intervento per la realizzazione delle iniziative di cui al successivo articolo 7;

c) alla formulazione delle proposte di cui agli articoli 2 e 3 della presente legge.

2. Il Comitato collabora con gli organismi, altri comitati e commissioni regionali sui temi riguardanti la Pace, la Nonviolenza, i Diritti Umani.

3. Il Comitato esprime parere obbligatorio sulle iniziative di cui agli articoli 2, 3 e 7 della presente legge.

4. Il Comitato esprime parere ogni qual volta ne viene richiesta e svolge funzioni di alta sorveglianza sulle attività del Centro di cui all’articolo 9 della presente legge.

Art. 7

(Iniziative)

1. Per la conoscenza, l’approfondimento e la diffusione delle tematiche oggetto della presente legge, la Regione interviene:

a) per favorire la realizzazione di incontri, manifestazioni, convegni e seminari di informazione, formazione e studio, anche con la partecipazione di studiosi ed esperti a livello nazionale ed internazionale, anche promossi da enti, istituzioni culturali, organismi associativi e cooperativi ed organizzazioni non governative legalmente riconosciute, che svolgano attività di educazione alla pace e ai diritti umani.

b) per la promozioni di attività di indagine e di ricerca in tema di:

1) pace, non violenza, diritti fondamentali delle persone e dei popoli;

2) nuovi rapporti tra organizzazione economico – produttiva, ricerca scientifica e innovazione tecnologica nel quadro dello sviluppo di una politica di pace;

3) esperienze, ragioni e prospettive storiche del principio della nonviolenza;

4) pedagogia e didattica dirette alla produzione di programmi scolastici per la pace.

c) per la concessione di premi per tesi di laurea, di specializzazione, di dottorato di ricerca, di master, presso Università presenti nella regione sui temi della Peace Research, della Nonviolenza, dei diritti umani, della risoluzione non armata dei conflitti, dello sviluppo sostenibile, particolarmente per ricerche riferite all’ area Mediterranea ed al ruolo della Sicilia in tale area.

d) per attività di formazione professionale in favore di giovani provenienti da paesi in via di sviluppo attraverso la loro partecipazione ad attività formative dedicate all’approfondimento delle tematiche della pace e dello sviluppo sostenibile.

e) per realizzare corsi di formazione professionale per quanti intendono recarsi a operare in paesi in via di sviluppo, a titolo di volontariato o in base a progetti di cooperazione internazionale;

f) per agevolare programmi di soggiorni in Sicilia di studenti di ogni ordine e grado, singoli o in gruppo, al fine di consentire una migliore comprensione delle rispettive culture, a condizioni di reciprocità con iniziative analoghe realizzate da governi o da organizzazioni di altri paesi, in particolare di quelli dell’area Mediterranea

g) per attivare la formazione dei volontari in servizio civile di cui alla legge 6 marzo 2001, n. 64, in particolare sulle tematiche di cui alla presente legge.

Art. 8

(Programma degli interventi)

1. Sulla base del piano triennale delle iniziative approvato dal Comitato permanente per la pace di cui all’articolo 5 della presente legge e delle eventuali linee guida annuali redatte dalla stessa, viene annualmente predisposto il programma degli interventi relativo alle iniziative di cui all’articolo 7 della presente legge.

2. Il programma contiene le iniziative direttamente promosse dalla Amministrazione regionale e quelle proposte da enti pubblici ed enti privati come individuati dalla presente legge., Il programma, articolato per le diverse aree di intervento, dopo avere acquisito il parere favorevole della Comitato permanente per la pace ed il parere delle commissioni permanenti della Assemblea Regionale Siciliana competenti per il merito e per le questioni finanziarie che deve essere espresso entro 15 giorni dal ricevimento del programma, viene approvato con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta Regionale.

Art. 9

(Centro di documentazione ed iniziativa sui problemi del disarmo mediterraneo e della difesa non armata e nonviolenta)

La Regione, nello spirito del processo di Barcellona che ha portato nel 2008 alla nascita dell’Unione per il Mediterraneo, istituisce, con decreto del Presidente della Giunta regionale, uno specifico Centro di documentazione ed iniziativa sui problemi della cooperazione tra le due sponde del mare interno, specializzato sul disarmo euromediterraneo e sulla sperimentazione delle Ambasciate di Pace e dei Corpi Civili di Pace. Le associazioni nonviolente, iscritte al Registro di cui all’art. 4, sentita il Comitato di cui all’art. 5, propongono lo statuto, il programma e i comitati direttivo e scientifico del Centro, dotato di budget autonomo. I rappresentanti, i programmi e le attività del Centro, avvalendosi della collaborazione di reti transnazionali pacifiste, contribuiscono alla programmazione del Comitato di cui all’art. 2.

Art. 10

(Oneri finanziari)

1. Per il finanziamento delle iniziative di agli artt. 7 e 8 della presente legge è istituito presso la Presidenza della Regione un fondo unico di bilancio.

2. Per il triennio 2014-2016 il fondo è dotato di 1 milione di euro, di cui 300 mila per l’anno 2014, 350 mila per ciascuno degli anni 2015 e 2016, cui si fa fronte mediante utilizzo del fondo globale per nuove iniziative legislative del bilancio della Regione. Agli oneri relativi agli esercizi successivi si provvede annualmente con legge di bilancio.

3. Gli interventi di cui alla presente legge possono essere finanziati, altresì, con le risorse di ogni singolo ramo dell’Amministrazione Regionale, con fondi di provenienza regionale, nazionale ed europea.

Art. 11

(Norma finale)

1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana.

2. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione.

Link al sito ARS per seguire l’iter del DDL: http://is.gd/ddl501Pace

Link al file in PDF: http://issuu.com/locascio/docs/cultura_pace_in_sicilia_depositato

Martedi 2 Luglio ore 9 Conferenza di presentazione presso la Sala Gialla di Palazzo dei Normanni.

comunicato stampa sala gialla

COMUNICATO STAMPA

I movimenti nonviolenti con gli on. Valentina Zafarana (M5S) e Mariella Maggio (PD), con Francesco Lo Cascio del comitato promotore e del MIR, presentano la proposta di legge su Cultura di Pace ed educazione alla Nonviolenza.

Per le associazioni promotrici interverranno: Giusi Ustica (psicoterapeuta), Cristina Siddiolo, Marco Farina (Hryo), Musa Kirkar e  Senem Kalafat (Ceipes).

Sono invitati i componenti della commissione cultura e dei diversi gruppi consiliari.

Tra gli altri hanno assicurato la partecipazione ed intervento:

Alberto Mangano, Fabrizio Ferrandelli, Francesco Piro, Alice Anselmo, Nello Dipasquale.

In allegato il testo del DDL.

Altre info al link: https://leggeculturadipacesicilia.wordpress.com/

Brochure di presentazione della Legge regionale per una Cultura di Pace

brochure DDL PACE SICILIA2 brochure DDL PACE SICILIA

RICHIESTO DAI NONVIOLENTI L’INSERIMENTO NELLO STATUTO COMUNALE DI PALERMO DEL RIPUDIO DELLA GUERRA E DEL DIRITTO ALLA PACE.

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Il “Comitato per la Nonviolenza, la Pace e i Diritti Umani” propone l’inserimento nello

statuto comunale del seguente emendamento in materia di riconoscimento della Pace quale diritto fondamentale delle persone e dei popoli, a partire dal ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali (art.11 Costituzione della Repubblica Italiana):

“In conformità ai principi costituzionali ed alle norme internazionali che riconoscono i diritti primari della persona e sanciscono il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, il Comune di Palermo riconosce nella Pace un diritto fondamentale delle persone e dei popoli; a tal fine promuove la cultura della Pace e dei diritti umani, l’Educazione alla Nonviolenza, mediante iniziative formative, di ricerca, di informazione e di istruzione. Attua e predispone tutte le condizioni necessarie per rendere la città di Palermo una terra di Pace, libera da impianti nucleari, chimicobatteriologici, da depositi di materiale radioattivi e da residui inquinanti derivati da processi produttivi, nonché da ogni altra struttura che comprometta la sicurezza e la Pace della propria cittadinanza”.


Un articolo analogo è attualmente in vigore nello statuto della provincia regionale di Palermo, se ne propone il recepimento nella bozza di statuto in discussione presso il Consiglio comunale.

A tal fine si chiede udienza presso la commissione del Consiglio Comunale stesso.

Il comitato coinvolge le seguenti associazioni e ONG: Movimento Internazionale della Riconciliazione (MIR), Human Right Youth Organization (HRYO), Accademia Psicologia Applicata (APA),Volontariato Internazionale per lo Sviluppo (VIS), Centro Internazionale per la Promozione dell’ Educazione e dello Sviluppo (Ceipes), Apriti Cuore, Servizio Cristiano, Idea Rom Palermo, Democrazia in Movimento, Rete Lilliput Isola ,  Arcigay Palermo, Associazione teatrale Spazio Aperto,  Coop. Empedocle, Artemisia, ass. Estelas, Rivista Segno, Aleimar, Ass. Pro. Vi.(da)De.(rechos) – Regina della Pace)