DDL Per una Cultura di Pace e l'Educazione alla Nonviolenza

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Legge Cultura di Pace: incontro con i candidati all’ARS

Il nostro invito:

 

Il portavoce della Consulta della Pace di Palermo invita i candidati alla Presidenza della Regione Siciliana e quelli delle rispettive liste a sostenere formalmente una Cultura di Pace, inserendo nei propri programmi l’immediata riproposizione del pdl 501 sulla Cultura di Pace, sottoscritto fin dal 2013 da 35 parlamentari di diverse forze politiche, a partire dai 2 principali gruppi dell’ARS, poi inspiegabilmente ed immotivatamente bloccato nella commissione bilancio.

Si chiede pertanto un impegno mirato per una politica che affermi dal basso il ruolo della Sicilia nella promozione di un Mediterraneo di Pace, libero da armi di distruzione di massa, dall’attracco nei nostri porti, di navi a capacità e armamento nucleare, da basi militari straniere e installazioni quali il Muos, sostenendo l’appello dei comuni dell’Anci Sicilia in favore del disarmo e della ratifica italiana del trattato per il bando delle armi nucleari.

Una Sicilia accogliente verso profughi e richiedenti asilo, che mostri il volto umano di del sogno europeo che ci accomuna a questi ultimi.

Francesco Lo Cascio

portavoce

La Consulta della Pace invita i candidati alle prossime elezioni regionali del 5 novembre

ad un confronto pubblico sul DDL 501 denominato “Cultura della Pace in Sicilia”.

L’incontro si terrà nella città di Palermo, in data 21 ottobre 2017, dalle ore 16.00 alle ore 17.30, presso l’Istituto Padre Messina, Foro Umberto I – Via Padre Messina, 1.

 

(GDS 22,10,17 p.3)

 

Introduzione di Francesco Lo Cascio  Portavoce della Consulta per la Pace

intervento di Claudio Fava

intervento di Luigi Carollo

 

 

intervento di Ottavio Navarra

 

il comunicato di Giancarlo Cancilleri

il comunicato di Claudio Fava

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Interrogazione sulla mancata applicazione – dopo 6 mesi – della delibera sulla Consulta della Pace a Palermo

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INTERROGAZIONE A CARATTERE URGENTE CON RICHIESTA DI RISPOSTA SCRITTA

 

Al Sig. Sindaco

Dott. Prof. Leoluca Orlando

 

Al Sig. Assessore alla Cultura

Dott. Andrea Cusumano

 

Al Sig. Assessore alla Partecipazione

Dott. Giusto Catania

 

 

Oggetto: Istituzione “Consulta Comunale per la Pace” e costituzione dell’Ufficio per la Pace.

 

Premesso che:

 

  • La nostra città, nelle sue più alte Istituzioni, Sindaco e Consiglio comunale, si è sempre adoperata per veicolare, in tutte le sedi possibili, la cultura del rispetto dei Diritti Umani, contro ogni forma di conflitto, per la convivenza pacifica e civile dei popoli.
  • I temi della difesa della Pace, dei Diritti Umani e della Nonviolenza, sono oggi quanto mai attuali nell’area del Mediterraneo, vista la crisi in atto in Siria e Libia e il dramma dei profughi richiedenti asilo in fuga da questi ed altri conflitti.
  • I rischi connessi a questa situazione sono amplificati, nella nostra regione, dalla presenza di basi militari a supporto logistico di azioni di guerra e dall’installazione del M.U.O.S., a cui si è opposta la mobilitazione pacifica dei Siciliani, sostenuta dall’importante ruolo svolto dagli EE. LL. della Regione.
  • Su iniziativa di un comitato di Associazioni, promosso dal M.I.R. Palermo, il Consiglio comunale ha approvato in data 01/09/2015 la delibera n. 88 per l’istituzione della “Consulta comunale per la Pace, i Diritti Umani, la Nonviolenza e il Disarmo” e la costituzione dell’Ufficio per la Pace.

 

Considerato che, nonostante siano trascorsi oltre sei mesi dalla deliberazione, ad oggi non ha trovato applicazione la volontà del Consiglio comunale.

 

Si interrogano le SS. LL.

 

  • per conoscere le ragioni di tale ritardo che inevitabilmente appaiono ingiustificate e lesive delle prerogative e del ruolo politico del Consiglio comunale.

 

 

Palermo, 30 marzo 2016

 

Consigliere Alberto Mangano

REGOLAMENTO DELLA CONSULTA E DELL’UFFICIO PER LA PACE , LA NONVIOLENZA E IL DISARMO E I DIRITTI UMANI DEL COMUNE DI PALERMO

Le associazioni del Comitato per la Nonviolenza, la Pace, i Diritti Umani, annunciano il testo definitivo prodotto dalla commissione istituita dalla Presidenza del consiglio comunale, con i consiglieri delegati Mangano e Monastra. Il Testo sarà trasmesso alla presidenza, alle commissioni competenti del consiglio, a Sindaco e Giunta.

 

Art.1

In conformità ai principi e alle norme internazionali che riconoscono i diritti innati della persona umana e che sanciscono il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, il Comune di Palermo, individuando nella Pace un diritto fondamentale dei singoli individui e dei popoli, al fine di assumere iniziative proprie e di favorire quelle promosse da associazioni, gruppi di volontariato e di cooperazione e solidarietà internazionale, scuole e da qualsiasi altro ente, istituisce la “Consulta per la Pace, i Diritti Umani, la Nonviolenza ed il Disarmo”.

Art.2

La “Consulta  per la Pace, i Diritti Umani, la Nonviolenza ed il Disarmo” è l’assemblea dei rappresentanti delle Associazioni o di singole persone che vi aderiscono. La consulta ha le seguenti finalità: 1. l’educazione al dialogo e alla Pace, alla nonviolenza, alla conoscenza, alla difesa e al rispetto dei diritti umani, al disarmo ed al lavoro attivo contro la guerra e al suo rifiuto come mezzo di risoluzione dei conflitti, alla mondialità e all’interculturalità, al riconoscimento e al rispetto delle differenze, alla solidarietà, allo sviluppo sostenibile, alla partecipazione civile attiva, ai metodi decisionali orientati al consenso, al rispetto e alla promozione della legalità, alla convivenza civile e pacifica; 2. la promozione e il sostegno della risoluzione nonviolenta dei conflitti, a partire dai rapporti interpersonali fino ai rapporti di cooperazione e solidarietà nazionale ed internazionale, la promozione e il sostegno della giustizia tra i popoli e nei rapporti tra gli Stati, del disarmo, della “diplomazia popolare”, le ambasciate di democrazia locale e dei corpi civili di pace; 3. l’affermazione della multiculturalità con particolare attenzione al tema dell’accoglienza delle diversità; 4. l’avvio e il potenziamento delle relazioni di gemellaggio; 5. il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio; 6. contribuire a sostenere l’impegno per una risoluzione pacifica del conflitto in Medio-Oriente, per la pace e un nuovo fiorente sviluppo nel Mediterraneo e per la costruzione di un’Europa delle città e dei cittadini, interculturale e accogliente contro ogni forma di pregiudizio, emarginazione sociale e xenofobia; 7. la garanzia dei diritti di obiezione di coscienza al militare, il servizio civile nazionale ed europeo.
 La Consulta: – Formula ai Consigli di Circoscrizione, al Consiglio Comunale e alla Giunta Comunale proposte che recepiscono le varie possibilità fornite dalla legislazione regionale, nazionale e comunitaria negli ambiti dell’educazione alla pace, della nonviolenza, del volontariato, dei giovani e dell’associazionismo in sintonia con le indicazioni stabilite; 
- promuove e partecipa forme di coordinamento interistituzionale, come il Coordinamento Nazionale Enti Locali per la Pace e Mayors for Peace, finalizzate allo sviluppo delle iniziative per la pace sul territorio comunale e provinciale, e al collegamento con iniziative regionali, nazionali e di solidarietà internazionale;

Art. 3

Il Comune di Palermo contribuisce allo sviluppo delle attività promosse dalla Consulta e le assicura a tal fine la fruizione di adeguate strutture e ne agevola le attività transnazionali.

Art. 4

Il Comune di Palermo collabora attivamente con gli istituti scolastici allo scopo precipuo di sviluppare l’insegnamento dei diritti umani, della pace, della solidarietà e della democrazia nel quadro dei programmi educativi, contribuendo così alla corretta applicazione del metodo “educazione orientata all’azione”, raccomandato dall’ONU, dal Consiglio d’Europa e dall’UNESCO. Il Comune di Palermo: a) promuove e contribuisce allo svolgimento di corsi di formazione sui temi della pace, dei diritti umani, dell’educazione alla nonviolenza, della solidarietà e della democrazia; b) contribuisce, nei limiti delle proprie competenze, a dotare le scuole di strumenti informatici che consentano il collegamento con centri di documentazione su pace degli altri enti locali; c) bandisce premi per studenti per l’approfondimento di tematiche relative alla pace, ai diritti umani, all’educazione alla nonviolenza , alla solidarietà e alla democrazia; d) favorisce i gemellaggi tra le scuole del proprio territorio e quelle dei comuni o comunità di villaggio di altri paesi del mondo. Il Comune assicura il collegamento costante tra gli istituti di educazione scolastica e i propri uffici e servizi competenti in materia di pace, disarmo, diritti umani ed educazione alla nonviolenza, alla solidarietà e alla democrazia.

Art. 5

Il Comune di Palermo promuove e realizza, in collaborazione con le competenti istituzioni universitarie e culturali e le associazioni ed enti della città, corsi di formazione e di aggiornamento su educazione ai diritti umani, alla pace, alla nonviolenza, al disarmo, alla democrazia e ai metodi decisionali orientati al consenso per amministratori e dipendenti comunali.

Art. 6

Il Comune di Palermo realizza gemellaggi con comuni di altri Paesi quale percorso di pace, con l’attiva partecipazione della Consulta. Per alimentare il percorso di pace, il gemellaggio si prefigge la realizzazione di obiettivi specifici, quali: a) incontri periodici tra personale comunale e amministratori dei comuni gemellati; b) cooperazione diretta tra nuclei familiari, associazioni e scuole dei comuni gemellati; c) programmi di soluzione nonviolenta dei conflitti; d) programmi educativi comuni nelle scuole delle comunità gemellate.

Art. 7

Il Comune di Palermo, in adempimento di quanto previsto dalla Conferenza permanente dei poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa, si rende parte attiva per l’implementazione delle ambasciate della democrazia locale. A tal fine si procederà ad accordi almeno trilaterali intesi a: a) promuovere la conoscenza e la comprensione reciproca in vista di una coesistenza pacifica, tramite lo scambio e la cooperazione; b) rafforzare l’esistenza di un processo democratico conforme ai principi della Carta Europea delle autonomie locali; c) promuovere l’educazione interculturale contro il razzismo, l’intolleranza e la xenofobia; d) offrire uno spazio di dialogo e mediazione.

Art. 8

Possono fare parte della Consulta: – gli enti, le associazioni e le organizzazioni sociali e culturali operanti sul territorio comunale aventi tra i propri scopi una o più delle finalità previste al precedente art. 7, che abbiano presentato domanda di adesione; – tutte le associazioni con finalità, secondo il proprio statuto, di tutela della pace, di promozione della nonviolenza e delle diverse forme di obiezione, e che intervengono nei settori della solidarietà sociale; – tutti coloro che in forma individuale o aggregati in gruppi informali, operando negli ambiti individuati dal precedente articolo ne condividano le finalità e comunichino per iscritto il proprio interesse a farne parte.

Art. 9

La Consulta: – individua annualmente da 3 a 5 dei suoi componenti che assolvono funzioni di coordinamento; – in sede di programmazione, individua all’inizio di ogni anno le priorità, gli indirizzi e le iniziative comuni; – istituisce eventuali gruppi di lavoro per l’attuazione della programmazione annuale e ne regola l’attività; – accetta l’adesione di nuovi soggetti. Per gravi motivi la Consulta, deliberando a maggioranza dei 2/3, può revocare il coordinamento, individuandone contestualmente una nuova composizione.

Art. 10

La Consulta si riunisce in sessione ordinaria, due volte l’anno, una entro il mese di aprile e una entro il mese di ottobre. In sessione ordinaria prende atto delle nuove adesioni e della decadenza dei componenti assenti ingiustificati per 3 riunioni consecutive su comunicazione del coordinamento. La consulta si riunisce in sessione straordinaria, su iniziativa del Coordinamento o su richiesta di almeno un terzo dei componenti.

Art. 11

La Consulta viene convocata dal coordinamento mediante avviso scritto, con l’indicazione dell’ordine del giorno, da recapitarsi almeno cinque giorni prima ai componenti. La Consulta è regolarmente costituita quando siano presenti almeno la metà più uno dei componenti. In seconda convocazione, il giorno successivo,la Consulta è regolarmente costituita quando siano presenti almeno un terzo dei componenti. La convocazione dovrà essere accompagnata dall’ordine del giorno e da tutta la documentazione necessaria ad iniziativa del coordinamento. Il coordinamento, attraverso un suo componente, ha il compito di presiedere la Consulta. Al fine di assicurare l’efficacia dei lavori e garantire il diritto di espressione di tutti e il raggiungimento di una opinione condivisa, ogni decisione su ciascun punto all’ordine del giorno é adottata con il metodo del consenso Le posizioni diverse dalla decisione presa dalla Consulta devono essere comunque verbalizzate.
Il coordinamento propone modalità operative in grado di favorire azioni e comportamenti improntati alla collegialità; di propria iniziativa o su richiesta di un membro, può rinviare la decisione su un punto iscritto all’ordine del giorno al termine della riunione, se nel corso della riunione è emersa l’esigenza di un ulteriore approfondimento. Le riunioni della Consulta sono pubbliche. Sono invitati permanenti il Sindaco e il Presidente del Consiglio comunale o loro delegati.

Art. 12

E’ istituito l’ “Ufficio  per la Pace, i Diritti Umani, la Nonviolenza ed il Disarmo”, che dà attuazione alle iniziative della Consulta e con essa opera di concerto, esplicando funzioni di coordinamento di tutte le iniziative del Comune nelle materie e nei settori indicati all’articolo 2. Il Consiglio Comunale nomina all’interno dell’Ufficio tre consiglieri, di cui uno della minoranza. L’ufficio per la pace e i diritti umani custodisci i documenti relativi alle attività della Consulta.

Art. 13

Un componente dell’Ufficio partecipa ai lavori della Consulta, senza diritto di voto, con funzioni di Segretario verbalizzante, e provvede alla pubblicazione delle iniziative e delle decisioni della Consulta sul sito web del Comune. All’Ufficio saranno assegnati personale, mezzi e risorse necessari al suo funzionamento. Il Comune valorizzerà il coinvolgimento di volontari nella gestione dell’Ufficio stesso. L’Ufficio, di concerto con la Consulta, redige programmi specifici nelle materie di competenza e ne verifica annualmente l’attuazione; cura inoltre la tenuta di un registro di coloro che vogliono avvalersi del diritto di obiezione di coscienza alla difesa armata, dandone annualmente comunicazione al Ministro con delega al servizio civile.

Art. 14

Il Comune di Palermo, sulle materie di cui all’art. 2, può operare d’intesa con Istituzioni, enti locali ed organizzazioni internazionali, anche non governative. Art. 15 Nel bilancio annuale di previsione sarà previsto un apposito stanziamento per le attività dell’Ufficio e della Consulta. In occasione della relazione annuale, di cui all’art. 55, comma 7, della Legge 8 giugno 1990, n. 142, sarà previsto un apposito paragrafo specificamente dedicato a quanto realizzato in merito alla attività di cui al presente regolamento.

Martedi 2 Luglio ore 9 Conferenza di presentazione presso la Sala Gialla di Palazzo dei Normanni.

comunicato stampa sala gialla

COMUNICATO STAMPA

I movimenti nonviolenti con gli on. Valentina Zafarana (M5S) e Mariella Maggio (PD), con Francesco Lo Cascio del comitato promotore e del MIR, presentano la proposta di legge su Cultura di Pace ed educazione alla Nonviolenza.

Per le associazioni promotrici interverranno: Giusi Ustica (psicoterapeuta), Cristina Siddiolo, Marco Farina (Hryo), Musa Kirkar e  Senem Kalafat (Ceipes).

Sono invitati i componenti della commissione cultura e dei diversi gruppi consiliari.

Tra gli altri hanno assicurato la partecipazione ed intervento:

Alberto Mangano, Fabrizio Ferrandelli, Francesco Piro, Alice Anselmo, Nello Dipasquale.

In allegato il testo del DDL.

Altre info al link: https://leggeculturadipacesicilia.wordpress.com/

Il comitato propone una mozione firmata dalla maggioranza del consiglio comunale di Palermo per l’adesione della città agli EE.LL. per laPAce, contro F35, MUOS, missioni e spese militari.

Il Consiglio Comunale di Palermo

Premesso che:

a)Il governo nazionale ha dirottato alcune risorse del fondo per lo sviluppo nel bilancio della Difesa per acquistare armi;

b)la cifra stanziata è di circa 18 miliardi di euro destinati alla produzione di 135 cacciabombardieri e 135 milioni di euro per l’acquisizione di unità navali della Fremm;

c) Gli oneri totali sostenuti dall’Italia per il progetto degli F 35, come indicato annualmente dalla Nota Aggiuntiva al Bilancio della Difesa a partire dall’anno 2003 fino al 2012, sono stati pari a 1946,7 milioni di euro;

d)la legge Di Paola ipoteca più di230 miliardi nei prossimi 12 anni,

e) tali scelte, operate prima dal governo Berlusconi e confermate dal governo presieduto da Mario Monti, non sono state smentite dal governo Letta – Alfano

Considerato che:

Con il costo di un solo cacciabombardiere F35 (stima media di 130 milioni di euro) potremmo:

a)             costruire 387 asili nido con 11.610 famiglie beneficiarie e circa 3.500 nuovi posti di lavoro;

oppure

b) mettere in sicurezza 258 scuole italiane (rispetto norme antincendio, antisismiche, idoneità statica); oppure

c) coprire con indennità di disoccupazione 17.200 lavoratori precari;

oppure

d) aiutate con servizi di assistenza 14.742 famiglie con disabili e anziani non autosufficienti.

Considerato che:

I. l’attuale crisi economica sta facendo pagare un prezzo altissimo ai cittadini;

II. gli Enti Locali verranno ulteriormente penalizzati dalla riduzione dei trasferimenti che avranno come conseguenza una ulteriore diminuzione dei servizi e un peggioramento delle condizioni di vita;

III· il comune di Palermo in passato ha già aderito al coordinamento degli EE.LL. per la Pace, promotore tra l’altro delle marce Perugia-Assisi, ideate dal filosofo nonviolento Aldo Capitini;

IV. la giunta comunale intende ribadire l’adesione al coordinamento degli EE.LL. per la Pace ed i Diritti Umani;

dando voce:

· al disagio dei cittadini e alle proteste delle associazioni pacifiste e nonviolente e della società civile;

IL CONSIGLIO COMUNALE

1.Da mandato al Sindaco e alla  Giunta,  al fine di rafforzare l’adesione della città al coordinamento degli ee.ll. per la Pace ed i diritti umani, di istituire  una consulta per la Pace ed un relativo ufficio per la pace, la cui attività venga disciplinata da un  regolamento sul modello di altri comuni italiani;

2.ribadisce l’auspicio del taglio delle spese militari, a partire dal blocco di tutti i programmi di acquisto di nuove armi come i cacciabombardieri F35, a l fine di destinare le risorse risparmiate al lavoro e alla lotta contro la povertà.

3. considera improponibili queste spese;

4. esprime il proprio dissenso rispetto a tale scelta;

5. fa voti affinché questi fondi stanziati per le armi, strumenti di morte, possano essere viceversa destinati a salvaguardare le pensioni delle fasce sociali più deboli e agli Enti Locali per garantire quei servizi sociali essenziali a rispondere ai bisogni primari dei cittadini.

6.-auspica il rispetto e l’attuazione integrale dell’articolo 11 della Costituzione, a partire dal ritiro immediato le nostre Forze Armate dall’Afghanistan.

7.Auspica che il Parlamento si riappropri del diritto di riorganizzare in senso riduttivo le forze armate tenuto conto della situazione internazionale e delle necessità di contenimento della spesa pubblica, mettendo fine agli sprechi, ai privilegi e agli scandali che investono la Difesa e riducendo le basi militari americane presenti sul nostro territorio, a partire dalla basi di Sigonella, Birgi e Niscemi.

8.è contrario all’installazione del MUOS in Sicilia ed all’uso del territorio nazionale per installazioni connesse allo sviluppo, il dispiegamento, l’impiego militare di droni.

9.auspica il passaggio dalla logica della “sicurezza” militare alla sicurezza umana, dalla sicurezza nazionale alla sicurezza comune.

10. Auspica la costituzione di un’infrastruttura di peace-building civile da parte delle istituzioni nazionali ed europee, anche mediante l’istituzione di corpi civili di pace europei, valorizzando gli interventi dell’associazionismo e delle ONG;

11. -auspica che il governo nazionale regionale operino in favore della costruzione della Comunità del Mediterraneo che trasformi quest’area di grandi crisi e tensioni in un mare di pace e benessere per tutti, al fine di promuovere la sicurezza regionale, eliminare le armi di distruzione di massa, aderire ai regimi di non proliferazione nucleare sia internazionali che regionali, nonché agli accordi sul disarmo e sul controllo degli armamenti, secondo quanto previsto dalla dichiarazione di Barcellona del 27-28/11/’95.

IMPEGNA LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO COMUNALE

 A far pervenire quanto deliberato al Presidente del Consiglio dei Ministri

firmata da ALBERTO MANGANO ed altri 25 consiglieri.