DDL Per una Cultura di Pace e l'Educazione alla Nonviolenza

video della seduta ARS SUL DDL CULTURA DI PACE ( DAL MIN. 11,00)

http://www.ars.sicilia.it/agenda/sedute-aula/seduta-numero-120-del-11062019

La Cultura della Pace in Sicilia, cos’è?
Anche Peppino Impastato, per la sua caparbietà, anche Giovanni Falcone, per la sua straordinaria intelligenza, anche Paolo Borsellino, per l’immenso coraggio, sono esempi SICILIANI della CULTURA DELLA PACE, della lotta nonviolenta, della lotta per i diritti umani e a tutela delle popolazioni civili.

“Questo disegno di legge, di cui sono cofirmataria, potrebbe apparire come una di quelle occasioni dove si declamano e si affermano enunciazioni di grande slancio ideale ma che a poco possono servire in una regione come la nostra, afflitta da una durissima crisi economica, da una pervicace disoccupazione giovanile, dal diffusissimo fenomeno del lavoro nero, dell’emigrazione all’estero e dalla disastrosa condizione dei conti pubblici dell’ente regionale. Eppure non possiamo, di certo, fermare la costante evoluzione culturale e politica dando attenzione solo ad una o ad un’altra faccenda, ma siamo chiamati ad affrontare contemporaneamente, e insieme, ogni singola istanza proveniente dai cittadini, dalle organizzazioni sociali e dalle forze attive della nostra società, che a volte chiamiamo ‘società civile’ senza ben comprenderne a fondo l’incisivo significato originario.

Ebbene, questo ddl è il frutto, sano e forte, proprio di una propensione alla partecipazione diretta, alla cittadinanza attiva, alla elaborazione dal basso. Il disegno di legge che discutiamo è figlio di un Movimento, fatto di associazioni, organizzazioni no profit, di piccoli soggetti politici, di aggregazioni religiose, che in Sicilia da sempre lavora per la cultura della pace, per la promozione dei diritti umani e per l’opposizione ferma e decisa alle politiche fondate sull’aggressione militare ai Paesi più deboli. In realtà in questi Paesi, già affamati, si esportano di certo altre condanne alla povertà, alla sottomissione e al commercio legale e illegale di armi, sottraendo così enormi risorse economiche al reale sviluppo sociale, politico e produttivo di queste aree stesse e alle popolazioni che sono costrette a viverci, in certi casi in guerra perenne: Libano, Palestina, Siria, Iraq, solo per fare alcuni esempi.

Questo Movimento che porta avanti da decenni la “Cultura della Pace” (com’è possibile dimenticare l’opera e l’esempio di Danilo Dolci?) ha assunto nella nostra Isola, anche più che in altre aree del nostro Paese, la denominazione esplicita di “Movimento Pacifista”. E le occasioni di tale slancio ideale nella nostra Sicilia sono state e sono molteplici. Ci basti ricordare l’opposizione alla costruzione della Base Militare Usaf a Comiso con l’installazione dei missili a testata nucleare Cruise, che portò nella piccola città iblea centinaia di migliaia di persone e la nascita di vari “Campi Pacifisti”, la Ragnatela a opera delle donne, il Cigno Verde dell’area ambientalista, l’Imac dei soggetti più politicizzati e la Verde Vigna fulcro del movimento pacifista locale fino allo smantellamento definitivo della Base stessa. Ma Comiso, non dimentichiamolo, fu anche teatro delle fortissime denunce antimafia di Pio La Torre. Per Comiso la lotta è terminata, ed è terminata, mi corre l’obbligo ricordarlo, il 17 gennaio di quest’anno con la riconversione a usi civili dell’ultima zona ex Usaf, grazie all’azione politica del Movimento 5 Stelle e alla straordinaria attenzione del Ministro alla Difesa Elisabetta Trenta.
Bisogna operare per far crescere una cultura di pace anche nella nostra Isola, anche con il contributo della nostra Regione, così come già avvenuto con le leggi regionali approvate in Toscana, Emilia, Umbria, Campania, Veneto e Lombardia!
D’altronde la nostra regione non è, e non è stata, impegnata solo sul fronte della lotta alle guerre, ma è costantemente attiva nella contrapposizione alle organizzazioni criminali, Cosa Nostra e Stidda, alle logge massoniche deviate e non, alla mafia in senso generale. Anche Peppino Impastato, per la sua caparbietà, anche Giovanni Falcone, per la sua straordinaria intelligenza, anche Paolo Borsellino, per l’immenso coraggio, sono esempi SICILIANI della CULTURA DELLA PACE, della lotta nonviolenta, della lotta per i diritti umani e a tutela delle popolazioni civili.

Infine, mi preme mettere in rilievo un aspetto fondamentale di questo disegno di legge, ovvero la relazione che lo stesso crea con il cosiddetto “Processo di Barcellona”, che nel 2008 ha portato alla nascita dell’Unione per il Mediterraneo. Una organizzazione intergovernativa che raggruppa già 28 paesi europei e 15 paesi del Nord-Africa, del Medio-Oriente e dell’Europa Orientale. “Unione per il Mediterraneo” che ha il precipuo scopo di promuovere la stabilità e l’integrazione nell’intera macro-area del Mediterraneo stesso. Il nostro ddl pertanto partendo dall’auspicio che l’attività educazionista della “Cultura della Pace” possa venire rafforzata, grazie all’approvazione dello stesso e al sostegno della Regione Siciliana, si pone comunque l’obiettivo di seminare oggi i frutti da raccogliere nei prossimi decenni a venire. E cioè, che la Sicilia diventi finalmente, se non per altro, per la sua naturale vocazione geografica, un Ponte di Pace tra i popoli del Mar Mediterraneo. Noi sappiamo che ciò accadrà, dobbiamo solo decidere se stare dalla parte di chi cerca di costruire questo futuro, che si annuncia davanti a noi, o dalla parte di chi frena, ancora, l’evoluzione culturale della nostra Isola.
Stefania Campo

#movimentopacifista #movimentopacifistasicilia #verdevignacomiso #arspace

 

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Link rimosso per ottenimento dell’obiettivo. Grazie a chi ha partecipato.

 

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OGGI Audizione all’ARS della Consulta della Pace del comune di Palermo e delle associazioni promotrici del ddl su cultura di Pace (514), il ddl è presentato da LUPO (PD), da CAMPO ( M5S) e da 30 parlamentari di diversa appartenenza ( tutto il PD è tutto M5S).

Diversi componenti della commissione hanno annunciato la sottoscrizione del provvedimento.

Il ddl prevede una giornata regionale della Pace per il 2 ottobre, un comitato organizzatore ed un albo regionale delle associazioni Nonviolente, oltre diverse iniziative per scuole ed università.

Le associazioni pacifiste siciliane esprimono soddisfazione per la presentazione

su iniziativa dal basso del DDL 514 su Cultura di Pace

SICILIA PER LA PACE

Promozione della cultura della Pace e della nonviolenza mediante iniziative culturali, di ricerca, di educazione, di cooperazione e di informazione che tendano a fare della Sicilia una terra di Pace.

È questo il cuore del disegno di legge che mira a dare anche alla Sicilia, analogamente ad altre regioni d’Italia, una sua legge in favore di una cultura di Pace e dell’Educazione alla Nonviolenza, con l’auspicio che essa possa liberarsi dalla presenza di installazioni militari aggressive, realizzando il suo ruolo di ponte per un Mediterraneo di Pace libero da armi di distruzione di massa.

Un Mediterraneo libero da frontiere, dove la libertà di circolazione delle persone non sia ostacolata in alcun modo.

Il disegno di legge è un iniziativa di un cartello di associazioni che operano da anni nel settore della cooperazione e della Nonviolenza, mira a favorire iniziative che dibattano tematiche su conflitti dimenticati, sulla relazione tra Pace, giustizia ed ambiente, su temi ecumenici e interconfessionali.

Per il conseguimento di questi obiettivi la Regione dovrebbe assumere iniziative dirette e favorire interventi di enti locali, organismi associativi, istituzioni culturali, gruppi di volontariato e di cooperazione internazionale presenti in Sicilia.

È importante che anche la Sicilia abbia finalmente una legge che la renda terra di Pace, valore che si sostanzia attraverso la smilitarizzazione dei territori, l’attenzione ai conflitti dimenticati, l’attenzione agli ultimi, la sensibilizzazione verso stili di vita caratterizzati dalla sostenibilità sociale ed economica.

GIORNATA DELLA PACE

Il progetto di legge individua nel 2 ottobre di ogni anno (Giornata internazionale della Nonviolenza, proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite) la Giornata della Pace e nonviolenza e dei diritti umani nella Sicilia.

La Pace va intesa come bene comune da tutelare e diffondere. Un tema profondamente attuale in una Sicilia assediata da zone militarizzate che sta lottando contro l’ennesimo strumento di guerra: il Muos.

SICILIA TERRA DI PACE

Il Comitato per la Nonviolenza, la Pace, i Diritti Umani: un cartello di associazioni ed ONG, promuove anche in Sicilia una “Legge per una Cultura di Pace” per la promozione della Ricerca e dell’Educazione alla Pace ed alla Nonviolenza e per la promozione di Ambasciate di Pace e interventi di Peace Building nel Mediterraneo.

Le associazioni costituendosi in comitato si riservano di anticipare dal basso i contenuti del ddl.

le seguenti associazioni e ONG hanno sottoscritto l’appello per la legge su cultura di Pace :le seguenti associazioni e ONG hanno sottoscritto l’appello per la legge su cultura di Pace :

Movimento Internazionale della Riconciliazione (MIR), Pax Christi Catania, Consulta per la Pace, la Nonviolenza, i Diritti Umani, Il Disarmo presso il Comune di Palermo, Consulta delle culture, Forum Siciliano per l’Acqua Pubblica e per i Beni ComuniCambiamo messina dal basso, ARCI Sicilia,ACLI Palermo, ACLI Messina, Erripa “Achille Grandi”, MCL Palermo, APS Le Balate Palermo, Human Right Youth Organization (HRYO), Accademia Psicologia Applicata (APA) Centro Internazionale per la Promozione dell’ Educazione e dello Sviluppo (Ceipes), Don Bosco 2000, ROMpiamo i pregiudizi, Arcigay Palermo, Articolo tre, Ass. Pro.Vi.De –Regina della Pace onlus, Associazione InOltrArti; Welcoming Europe SiciliaInforma Giovani Palermo, Emmaus Palermo, Servizio Civile Internazionale Scilia, Italian Peace Research Institute IPRI – CCP, Comitato pace e convivenza “Danilo Dolci” , Stonewall glbt,I Coraggiosi, Mondo Senza Guerre e senza Violenza-Biodiversità, Movi Sicilia, circolo etneo “Teresa Mattei”, Zero Waste Sicilia, NPS Sicilia, “Verde Vigna” Casa pacifista- Comiso, ,Associazione iblea diritti animali.

Aderiscono sin dal 2013:

Volontariato Internazionale per lo Sviluppo (VIS), Apriti Cuore, Servizio Cristiano, , Democrazia in Movimento, Rete Lilliput Isola , Associazione teatrale Spazio Aperto, Coop. Empedocle, Artemisia, ass. Estelas, Rivista Segno, Aleimar

Peppino Lupo (PD) e Stefania Campo (M5S)

I nostri primi sostenitori nella nuova legislatura

L’invito rivolto a tutti i parlamentari di tutti i gruppi politici

Le SSLL sono invitate a partecipare alla Conferenza per la riproposizione del pdl su “Cultura di Pace” 05 dicembre pv alle ore 15,00, presso la Sala Pio La Torre

(sala rossa).

In ragione del tema oggetto della proposta, la Consulta per la Pace del Comune di Palermo ed il comitato promotore del ddl, invitano a partecipare tutti i gruppi consiliari, invitando i capogruppi stessi al più ampio coinvolgimento dei parlamentari.

Il presente progetto di legge ha lo scopo precipuo di introdurre nell’ordinamento giuridico della Regione siciliana – analogamente ad altre Regioni d’Italia – una legge in favore di una cultura di Pace e dell’educazione alla non violenza, con l’auspicio che il territorio siciliano possa emanciparsi dalla presenza delle numerose installazioni militari divenendo al contempo, in ossequio alla sua naturale vocazione geografica, un ponte di pace tra i popoli del Mar Mediterraneo.

Il diritto alla pace, il diritto allo sviluppo e il diritto all’ambiente vengono annoverati tra i diritti umani di terza generazione ancora in attesa di un pieno riconoscimento giuridico in ambito nazionale a fronte di una piena attuazione dei diritti civili e politici (prima generazione) ed i diritti economici, sociali e culturali (seconda generazione). La peculiarità del caso italiano è da riscontrare nel fatto che numerose regioni hanno dato attuazione ai diritti di terza generazione ponendosi, così, alla testa del movimento costituzionalista mondiale mirante a dare piena effettività al “nuovo” Diritto universale dei diritti umani, già dal 1991; si contano, inoltre, numerosi Statuti di Comuni e Province che prevedono la “norma pace diritti umani” modellata sul prototipo regionale.

Questa, invero, costituisce una circostanza unica al mondo sia dal punto di vista prettamente giuridico che politico, sociale e culturale: la cultura della pace, dei diritti umani e della cooperazione – che può essere tradotta come “via istituzionale non violenta alla pace” – è una cultura “orientata all’azione” che sta coinvolgendo, in modo sempre più pregante, la scuola, l’università, l’associazionismo ed il volontariato, con benefico sviluppo della democrazia partecipativa e della cultura della legalità e della solidarietà.

In ordine ai diritti umani, gli ordinamenti giuridici (nazionali, subnazionali, internazionali) devono armonizzare le rispettive azioni politiche nella direzione della Dichiarazione Universale che pone gli stessi “a fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo”.

Il riconoscimento dei diritti umani e della pace, come diritto fondamentale, ha una duplice ricaduta su Regioni e Comuni: il rafforzamento della loro autonomia e la loro piena legittimazione a rivendicare ed esercitare il ruolo di ‘polo territoriale basilare’ nella dinamica del principio di sussidiarietà (in una sua accezione internazionale) che è tipico dei diritti umani.

Il presente disegno di legge – che nasce, su iniziativa del MIR e della Consulta per la Pace del Comune di Palermo, dalla proposta di un cartello di associazioni che operano da anni nel settore della cooperazione e della non violenza, delle diverse forme di obiezione di coscienza – mira a favorire iniziative che affrontino tematiche su conflitti bellici dimenticati, sulla relazione tra Pace, giustizia ed ambiente, su temi ecumenici e interconfessionali, sugli stili di vita, ed altro.

Per il conseguimento di questi obiettivi la Regione assumerà iniziative finalizzate a favorire interventi di enti locali, organismi associativi, istituzioni culturali, gruppi di volontariato e di cooperazione internazionale presenti in Sicilia.

Il nostro invito:

 

Il portavoce della Consulta della Pace di Palermo invita i candidati alla Presidenza della Regione Siciliana e quelli delle rispettive liste a sostenere formalmente una Cultura di Pace, inserendo nei propri programmi l’immediata riproposizione del pdl 501 sulla Cultura di Pace, sottoscritto fin dal 2013 da 35 parlamentari di diverse forze politiche, a partire dai 2 principali gruppi dell’ARS, poi inspiegabilmente ed immotivatamente bloccato nella commissione bilancio.

Si chiede pertanto un impegno mirato per una politica che affermi dal basso il ruolo della Sicilia nella promozione di un Mediterraneo di Pace, libero da armi di distruzione di massa, dall’attracco nei nostri porti, di navi a capacità e armamento nucleare, da basi militari straniere e installazioni quali il Muos, sostenendo l’appello dei comuni dell’Anci Sicilia in favore del disarmo e della ratifica italiana del trattato per il bando delle armi nucleari.

Una Sicilia accogliente verso profughi e richiedenti asilo, che mostri il volto umano di del sogno europeo che ci accomuna a questi ultimi.

Francesco Lo Cascio

portavoce

La Consulta della Pace invita i candidati alle prossime elezioni regionali del 5 novembre

ad un confronto pubblico sul DDL 501 denominato “Cultura della Pace in Sicilia”.

L’incontro si terrà nella città di Palermo, in data 21 ottobre 2017, dalle ore 16.00 alle ore 17.30, presso l’Istituto Padre Messina, Foro Umberto I – Via Padre Messina, 1.

 

(GDS 22,10,17 p.3)

 

Introduzione di Francesco Lo Cascio  Portavoce della Consulta per la Pace

intervento di Claudio Fava

intervento di Luigi Carollo

 

 

intervento di Ottavio Navarra

 

il comunicato di Giancarlo Cancilleri

il comunicato di Claudio Fava